Associazione Gennaio 15th, 2008
“l’associazione oltre il muro genitori soggetti autistici con grossi esponenti psicologi dell’università federico II, VI INVITANO AL CONVEGNO:
”BULLISMO E LEGALITà “
SALA FEDERFARMA ,PRESSO LA FEDERFARMA NAPOLI ,VIA TOLEDO 156 :
IL 15 FEBBRAIO ORE 16, SARANNO PRESENTI PERSONAGGI IMPORTANTI TRA I QUALI IL GOVERNATORE DEL DISTRETTO 108 YA LIONS: ALDO SALVATORE D’ANDREA.
VI DAREMO INFORMAZIONI Più PRECISE.
Abbiamo barricato le porte ,inserito i sistemi d’allarme ,cani feroci in giardino ,inferriate e blindature , ora ci accorgiamo che a mettere in pericolo la nostra sicurezza non è quello che sta fuori ,ma quello che sta dentro di noi :” il bullismo ,prodotto del nostro tempo”.
Molti ci hanno chiesto perché un’associazione che si occupa di autismo e sindromi correlate ,ma in genere di tutta la disabilità ,scenda in campo con figure così prestigiose ,i motivi sono vari .
- perché noi crediamo che si debba costruire un mondo che non sarà mai perfetto ,fin quando non si chiuderà la finestra sulle ingiustizie nel mondo,e tutti ,poveri ,ricchi ,”diversi e normali “,possano fare un girotondo ,con la parola che parta dal più piccolo sussurrata in un orecchio :tolleranza ,fratellanza tra le genti ,libertà ed uguaglianza ,solo quando aderiranno gli adulti potrà ,chiudersi la finestra sulle ingiustizie nel mondo.
- I GIOVANI CERCANO ADULTI CHE LI AIUTINO A DIVENTARE GRANDI,
- ”E’ INTOLLERABILE,
CHE gente assunta agli onori della cronaca perché indagata addirittura per reati gravissimi ,oppure per reati che una volta erano di offesa per la persona ,oppure indagati per aver ottenuto favori in cambio della propria dignità,assurgano al ruolo di personaggi contesi dai migliori talk show,dalla stampa quotidiana e periodica ,a suon di proposte monetarie a dir poco esose”.Il danno che la rincorsa dell’indagato da consacrare nell’alveo dello star system provoca alla società non è soltanto etico ,ma pedagogico per le generazioni in età evolutiva indotte ad Intravedere nella perpretazione di reati morali e materiali il viatico per raggiungere facilmente il successo “,è NECESSARIO Che tutte le istituzioni non solo giornalistiche pur garantendo il diritto all’informazione:la libertà,l’uguaglianza ,la tolleranza ,la fratellanza tra le genti e la sicurezza procedono di pari passo ,insieme alla morale ,perché dove non vi è ,una vera libertà non può esserci una vera morale.
I Media danno più importanza all’apparire che all’essere ,cosa manca ai giovani d’oggi l ‘educazione Sentimentale,i giovani devono imparare ad emozionarsi sempre più spesso ,,i giovani devono innamorarsi ,devono lasciarsi travolgere dalla straordinaria energia dell’amore ,liberi da pensieri e da ragionamenti,con la vera intelligenza intuitiva che parte dal cuore ,che può rappresentare la svolta della vita ,per un mondo sempre più improntato alla quantità che alla qualità.
E’ importante vivere le emozioni dal di dentro,ascoltando cosa ci viene dal profondo,solo così ,ci si può liberare dal dolore che viene dal di dentro,i ragazzi sono gli stessi di ieri ,con le stesse pulsazioni ,intemperanze ,contestazioni e ardori,,gli adulti molte volte,non conoscono i giovani:i genitori non parlano molte volte con i loro figli ,i professori non sempre guardano in faccia gli studenti ,ma soprattutto all’interno del cuore.
Spesso c’è carenza di relazioni tra adulti e giovani ,che spesso sono vittime della mancanza di dialogo ,attenzione e di ascolto da parte del mondo degli adulti ,perché l’adulto viene ascoltato dal giovane come stimolo di conoscenza ,con un ruolo di guida che li aiuti nella loro crescita ,soprattutto interiore ,i ragazzi cercano una maturità ,equilibrata ,ma devono essere gli adulti mettendosi continuamente in discussione ad essere una guida serena e responsabile ,ricordando ai giovani a non inseguire falsi modelli che possono portare i ragazzi verso cattive strade che possono condurre alla violenza con la strada dell’alcool e della droga.I media danno spesso falsi esempi da seguire ,come veline e calciatori ,molte volte dando notizie di acquisti per fortissime somme di denaro ,di ragazzini appena maggiorenni ,che diventano schiavi di se stessi ,questi modelli sono spesso diseducativi perché danno spesso più importanza all’apparire che all’essere,con il vestito più bello ,la macchina più bella,facendo apparire che tutto questo sia più importante di chi combatte per la vita ricercatori e terapisti ,molte volte costretti a mendicare fondi per salvare vite umane e rendere la vita più agevole,mentre si mettono in prima linea i problemi più fatui ,per nascondere quelli veri al paese ,poi si chiamano i “bamboccioni”,ma gli anziani fanno qualcosa per far crescere i giovani ?
Siamo ai livelli di un paese che non vuole far crescere ,realmente sotto il punto di vista mentale i giovani,dove gli anziani occupano tutti i posti di potere.
Bisognerebbe uscire di casa e guardare il cuore con gli occhi e ,il cuore e i sensi.
INTERNET è spesso un luogo di solitudine e di massa, C’è” L’AUTISMO DI MASSA”, UNA solitudine interiore :”una libertà senza responsabilità è una parola vuota ,il ruolo della famiglia ,della scuola ,della società nel trasmettere ai giovani ,il valore della vita”.Dobbiamo muoverci perché questi giovani che rappresentano una minoranza in alcuni quartieri sta diventando una maggioranza perché la gramigna cresce ,velocemente ,in alcuni quartieri non esistono punti di riferimento ,perché non esiste una concezione della vera “libertà”.
LA libertà è un bene prezioso,che deve essere salvaguardato sempre ,ma la libertà diventa puro arbitrio se non è coniugata con la responsabilità e se non ha una finalità.
Possiamo dire parafrasando un pensiero di Seneca ,”che ,per chi non sa verso quale porto dirigersi,non c’è nessun vento che sospinga la nave.
IL vento può arrivare soltanto da persone che riescono a spingere la nave della vita ,contrastando la disperazione e l’ingiustizia ,distribuendo speranza e giustizia .
Far cogliere ai nostri figli che c’è sempre qualcosa di sacro nella relazione umana ,uno stupore che nasce dall’incontro tra due o più diversità ,
con un progetto comune che nasca tenendo conto della realtà emozionale ,delle relazioni sociali ,ci vuole un progetto individualizzato che tenga conto della componente emozionale ,relazionale ,dei sentimenti ,dell’ambiente nel quale si vive ,sia nel campo della disabilità che della normalità ,non si devono assistere a scene nelle quali i ragazzi disabili ,autistici che sono il tesoro sommerso della vita ,vengano istituzionalizzati in convitti senza nessuna specialità ,dove le famiglie costrette devono rinunziare alla carne della loro carne,molte volte l’abbandono ha la funzione contraria ,con la sopressione di ogni resistenza ed ogni dignità umana nei convitti ,per colpa di cattive concezioni scientifiche che sono ferme a 100 anni fa ,
non dobbiamo assistere al dramma della solitudine ,di una società improntata alla solitudine ,al deserto della vita .
C’è BISOGNO DI EDUCATORI SIA NEL CAMPO DELL’AUTISMO E NELLA DISABILITà ,MA GLI EDUCATORI DEVONO ESSERCI ANCHE PER I “COSIDDETTI NORMODOTATI”,CON L’EDUCATORE ALLA COMUNICAZIONE ,CHE CON ALTRI EDUCATORI DEVE ESSERE CAPACE DI ORIENTARE I GIOVANI ,TRA LE TANTE OPPORTUNITà CHE INCONTRANO ,DEVONO ESSERE TESTIMONI ECCELLENTI CHE POSSANO ISPIRARE UN MODELLO DI VITA STIMOLANTE PER I GIOVANI ,SERVONO GLI PSICOLOGI DELLA COMUNICAZIONE ANCHE PSICOANALISTI PER FAR USCIRE TUTTO QUELLO CHE HANNO DENTRO ,QUALCHE SCIOCCO HA DETTO CHE NON SERVONO Più GLI PSICOLOGI ,FORSE perché ANDREBBE SOSTENUTO PER PRIMA LUI ,SERVE LO PSICOLOGO NON AMMAESTRATI MA LIBERO ,CHE RIESCA A FAR USCIRE SIA DAL RAGAZZO AUTISTICO CON L’AIUTO DEL COMPUTER ,TUTTO QUELLO CHE HA DENTRO ,SOPRATTUTTO LE “LINEE GUIDA DELLA VITA “CHE ALTRI HANNO DECISO PER LUI ,NEL SETTORE DELL’AUTISMO è L’UNICO CHE NON HA GLI ATTORI PRINCIPALI AI TAVOLI NAZIONALI ,MENTRE ALTRE CATEGORIE NON VEDENTI ECC.PARTECIPANO ,DECIDENDO LA LORO VITA,ANCHE NEL LAVORO VI SONO CATEGORIE PROTETTE ,MENTRE QUESTO NON è CONCESSO AI RAGAZZI AUTISTICI ,CHE MOLTE VOLTE VENGONO RINCHIUSI NEI CONVITTI ,ISTITUZIONALIZZATI ,NON PER COLPA DEGLI SPACIALISTI E DEI RICERCATORI CHE VORREBBERO IL CONTRIBUTO DIRETTO DI CHI NON RIESCE A COMUNICARE ,MA PER TEORIE VECCHIE OBSOLETE ,CHE VOGLIONO FAR PASSARE PER INFLUENZABILI ,RAGAZZI COME ADRIANO BORRELLI ,ALTRE DECINE DI RAGAZZI , NOI ABBIAMO LE PROVE DEL NON INFLUENZAMENTO ,NOI SIAMO A FAVORE DI TUTTO QUELLO CHE SERVE PER COMUNICARE ,NON ABBIAMO PREFERENZA PER NESSUN METODO ,PERò PER FAVORE NON FATE ISTITUZIONALIZZARE I RAGAZZI,MA NEL CAMPO DELLA DISABILITà E DEL DISAGIO GIOVANILE ,CI VOGLIONO ANCHE PEDAGOGISTI E LAUREATI IN LEGGE,GLI INSEGNANTI VANNO RIVALUTATI ,COME VERI EDUCATORI ,CI VOGLIONO SOCIOLOGI ,NEUROPSICHIATRI E NEUROLOGI ,ANCHE NEUROSCIENZIATI E ANCHE GENETISTI CHE POSSONO STUDIARE I COMPOORTAMENTI VIOLENTI CHE SI TRAMANDANO PER INTERE GENERAZIONI,OLTRE CHE INCENTIVARE LA RICERCA,CI VOGLIONO STRUTTURE SPORTIVE E NON ,UNA SORTA DI MEDIAZIONE FAMILIARE E CONSOLEUR .Come deve fare un ragazzo autistico a dire i propri dolori ,le proprie frustrazioni ,le proprie ansie ,se viene sottoposto a violenze ,perché deve essere condannato al silenzio eterno.
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In ITALIA è IN CRISI LA capacità di una generazione di adulti di educare i propri figli .
Il bullismo nasce dall’incertezza ,e l’incertezza è figlia di una cultura che ha demolito le condizioni e i luoghi stessi dell’educazione :
la famiglia ,la scuola ,i luoghi di culto.
Bullo è il capo di un gruppo di ragazzi che si sentono guerrieri ,picchiano i più deboli con l’imposizione della loro arroganza ,dell’intimidazione e la violenza ,sono forme di un potere che si esprime attraverso meccanismi primordiali ,per quanto riguarda le ammonizioni e le sanzioni ,molte volte sono controproducenti perché il bullo se ne vanta .
Troviamo episodi di violenza anche alle elementari ,da un incontro promosso dall’università di Bologna SU il “bullismo nelle scuole”.TROVIAMO episodi di violenza anche alle materne ,afferma Maria LUISA GENTA ,DOCENTE DI PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO .
IL bullo maschio o femmina manifesta Di solito la propria aggressività in ambito scolastico o in modo diretto (con atti e con parole)o indiretto(con atti e con parole)o indiretto (denigrando o escludendo),scegliendo come vittima un compagno di classe .
Il capo si impone per forza ,aggressività ,opposizione alle regole,progettando e attuando iniziative violente;i gregari sono sobillatori ,conniventi ,quasi sempre incapaci di portare avanti un’azione da soli .
La vittima può essere il ragazzino che prova a reagire senza mai avere la meglio ,o quello un po’ isolato ,incapace di reagire all’attacco ,tacendo nel timore che la violenza aumenti ,annullandosi fino ad arrivare in casi estremi al suicidio.
Tra gli spettatori ci sono i sostenitori del bullo (che assistono guardando e ridendo),i difensori della vittima (che tentano di intervenire o consolano la vittima),e quella maggioranza che si allontana senza prendere posizione ed estraniandosi.Non si tratta di semplici bravate ,ma di veri e propri atti antisociali ,dai quali emerge la perdita totale del senso di responsabilità,da un ‘indagine su un campione di ragazzi dai 12 ai 18 anni emerge che un terzo degli intervistati ha partecipato a fenomeni di bullismo e che il 17% ha avuto parte attiva in azioni di minaccia e violenza .
I ragazzi si battono in campi di battaglia Dove gli adulti non hanno accesso se non si dimostrano in grado di contenere aggressività e trasgressioni entro limiti e confini adeguati ,tali da servire ai fini di una convivenza sociale .
A livello profondo –suggerisce lo psicologo –anche il bullo può essere considerato un insicuro incapace di far fronte alla propria inadeguatezza e quindi rimuovendo completamente a favore di una prepotenza che persegue solo il fine della supremazia sull’altro.
“Dovremmo quindi interrogarci sui modelli che ,in quanto adulti proponiamo ai ragazzi e comprendere in che modo li spingiamo verso comportamenti anestetizzati che ignorano la presenza di emozioni e affetti”(Magda DI Renzo).
Il filosofo soggiunge :”I giovani non si sentono mai sufficientemente se stessi ,,mai sufficientemente colmi di identità,mai sufficientemente attivi,se non quando superano se stessi senza essere mai se stessi,solo una risposta ai modelli televisivi ,e a internet che a piene mani distribuiscono ,con conseguente inaridimento della vita interiore ,desertificazione della vita emozionale ,insubordinazione alle norme sociali”(Umberto Galimberti).
C’era una volta una scuola strutturata su regole precise (la disciplina ,il merito,la selezione )che governava i diversi ruoli ,ma questo sistema è cambiato ,il rapporto tra scuola e famiglia un tempo, solidale ,è andato degradando in un contenzioso tra docenti non più autorevoli , i vari ministri della pubblica istruzione che si sono succeduti hanno assistito senza reagire al progressivo deperimento sociale ed economico dei docenti di un ‘Italia arricchita ma culturalmente impoverita.IL rapporto tra scuola e famiglia ,un tempo solidale ,è andato degradando in un contenzioso tra docenti non più autorevoli , una sorta di impiegati malpagati ,e genitori affetti da complessi di superiorità sociale, protettivi ,consenzienti alle pretese dei propri figli.
I minori hanno bisogno di essere protetti fin dalla più tenera età hanno bisogno di essere protetti dalla loro stessa aggressività ,la funzione educativa dell’adulto consiste nel portare a raggiungere una maturità attraverso i limiti imposti dall’altro ,bisogna capire che il bisogno di affermarsi a qualunque costo è basato su una profonda insicurezza,la gerarchia di potere per gli adulti ha come strumento il denaro ,la cultura,il possesso di beni ,la bellezza etc.nel bullismo lo strumento principale è la forza fisica,una soluzione potrebbe essere quella di rafforzare la stima dei ragazzi attraverso azioni meritorie ,tipo sostegno ai più deboli.
Ci troviamo di fronte ad una società che nasconde come unici valori , i beni materiali ,una società che denuncia l’impoverimento dei valori ,non ci sono luoghi di riferimento,il bullismo nasce dalla carenza affettiva dei genitori ,di una società che non riesce a dare più punti di riferimento: scuole, associazioni di volontariato ,istituzioni. Si trovano impreparate da uno stato che non capisce che la cultura è il valore prioritario0 della vita ,gli educatori sono quelli che devono mandare avanti, una società che crea” l’autismo sociale”,che vede generazioni di adolescenti che hanno come unico punto di riferimento il branco e all’interno del branco si sentono realizzati ,con i loro auricolari nelle orecchie ,legati ad internet ,giovani legati alle mode ,in balia del potere ,senza nessun valore morale.
Una società che ha smarrito i valori fondamentali ,quei valori che nel tempo hanno segnato la storia degli uomini: amore, fratellanza, solidarietà, tolleranza e uguaglianza. Si è affievolita la speranza di una rifondazione morale,di un riarmo spirituale della società contemporanea ,la cui bandiera è diventata :l’intolleranza civile e religiosa.
L’EdONISMO HA SOPPIANTATO HA SOPPIANTATO I consolidati modelli di vita del passato costruiti attorno a valori radicati innanzitutto nella coscienza di ogni singolo individuo .Il viaggio nei mali di questa società e lungo:il disagio giovanile e la famiglia.
Il vuoto ideologico,il nichilismo culturale ,l’intolleranza civile e religiosa sono ormai i simboli di una società allo sbando,sempre più in balia di “profeti “e di mercenari senza scrupoli. CON IL tragico salto nel buio è rappresentato per molti il prezzo do una vita sbagliata .Droga ,alcol,violenza su donne e bambini,violenza e intolleranza nei confronti di chi è diverso ,non c’è solo il caso del disabile ,che viene deriso ,pestato e ripreso col telefonino in una scuola,non c’è solo il caso dei ragazzi che si intrattengono con la professoressa di matematica a mostrare le parti intime,molestare chi è più debole è diventato lo sport del momento è in questo si inserisce internet.
Dietro a questa realtà allarmante si annidano motivazioni correlate alla crescente solitudine,dove vengono a mancare gli interlocutori privilegiati che sono i genitori ,prendono il sopravvento nuove figure di riferimento ,estranee al circuito relazionale della famiglia :gli amici quelli del “branco”,con i quali si condividono ansie e timidezze :gli amici del branco.
E’ NECESSARIA una forte azione,perché può trasformarsi in devianza ,ed in questo processo involutivo c’è anche la complicità dell’ambiente sociale spesso poco “presente”educativamente e sempre meno” contenitivo”,pur se ridondante di oggetti e di “benessere”.E’qui che nasce il germe del bullismo.Aiutiamo i ragazzi più deboli a non essere vittima di questa società,aiutiamo i ragazzi autistici a comunicare ,nella vita e a non essere calpestati da coloro che vogliono decidere per loro.La nostra proposta per la disabilità e il disagio giovanile Il counseling: alcune definizioni E MEDIAZIONE FAMILIARE
“ Attività di sostegno terapeutico nella decisione, allo scopo di creare le condizioni per un’autonomia decisionale, attraverso la considerazione dei fattori coscienti come gli interessi, i gusti, le aspirazioni economiche, il prestigio sociale, e le inclinazioni profonde ed inconsce che rinviano ai bisogni affettivi di fondo e ai meccanismi di adattamento che sono alla base delle dinamiche personali e del modo di esistere dell’individuo.
Scopo del counseling è quello di consentire all’individuo una visione realistica di sé e dell’ambiente sociale in cui si trova ad operare, in modo da poter meglio affrontare le scelte relative alla professione, al matrimonio, alla gestione dei rapporti interpersonali, con la riduzione al minimo della conflittualità dovuta a fattori soggettivi.”
U. Galimberti
“Il counselor può indicare le opzioni di cui il cliente dispone e aiutarlo a seguire quella che sceglierà.
Il counselor può aiutare il cliente ad esaminare dettagliatamente le situazioni o i comportamenti che si sono rivelati problematici e trovare un punto piccolo ma cruciale da cui sia possibile originare qualche cambiamento.
Qualunque approccio usi il counselor […] lo scopo fondamentale è l’autonomia del cliente: che possa fare le sue scelte, prendere le sue decisioni e porle in essere.”
British Association for Counseling, 1990
" Consigliare gli altri, sia nell’ambito scolastico, religioso, ospedaliero o aziendale, richiede una profonda empatia, la comprensione del carattere e delle tensioni interne della personalità, la capacità di accettare e rispettare gli altri senza falsi moralismi, l’umiltà di non imporre le proprie scelte di vita. Il compito del counselor è quello di favorire lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità del cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo esterno. Il superamento del problema, la vera trasformazione, comunque, spetta solamente al cliente: il counselor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso".
Da "L’arte del Counseling" di Rollo May
“Il Counseling, termine inglese non perfettamente traducibile in "consulenza", indica uno scambio comunicativo tra un professionista, il counsellor, e un cliente che si trova in difficoltà e che porta implicitamente una domanda di cambiamento specifica. Il counsellor è un professionista esperto della comunicazione che ha il compito di facilitare il cliente nel definire e nell’affrontare in concreto ciò che lo mette in difficoltà. Il cliente può essere un singolo individuo, una coppia, una famiglia, un altro professionista, un gruppo o un’istituzione.
L’intervento di Counselling è un intervento di aiuto non terapeutico, sempre mirato, circoscritto nel tempo, regolato da un contratto tra professionista e cliente che stabilisce: obiettivo, metodologia non direttiva nè prescrittiva, durata e calendari degli incontri, costi in termini di impegno e di danaro (qualora non si tratti di un servizio pubblico). Numerose sono le applicazioni del Counselling nel settore sanitario; infatti in questo ambito possono esserci situazioni difficili caratterizzate dalla modificazione improvvisa della rappresentazione del futuro, come accade nel caso di comunicazione di diagnosi. Restituire autonomia decisionale al cliente significa anche ridurre a una più ragionevole dimensione la portata delle conseguenze degli interventi comunicativi del professionista: tipico è il caso della comunicazione di cattive notizie.
Nel nostro Paese, una maggiore visibilità degli interventi di Counselling c’è stata in conseguenza delle politiche sociali e sanitarie volte a fronteggiare il diffondersi dell’epidemia HIV/AIDS quando la legge n.135 del 1990 ha sancito che il test diagnostico deve essere preceduto e seguito da colloqui di Counselling.”
Maria Grazia Terzi, Enciclopedia di Repubblica-UTET
Il counseling è una consulenza all’interno di una relazione di aiuto: la consulenza è un intervento del quale vengono messe in gioco le competenze specifiche di un professionista, mentre la relazione di aiuto è un processo nel quale un soggetto offre il proprio tempo, la propria attenzione e il proprio rispetto, insieme al sostegno di specifiche metodologie, ad un’altra persona che si trova in una situazione di difficoltà, al fine di aiutarlo a ritrovare risorse e modi per condurre in modo produttivo la sua esistenza.
Il counselor può possedere due distinti livelli di competenze: le competenze specifiche sono relative ad un determinato settore: medico, scolastico, di orientamento, sanitario, sociologico, aziendale, ecc., mentre le competenze generiche o trasversali riguardano il modo di entrare in relazione ed essere di aiuto a persone che sperimentano un disagio. Il secondo livello di competenza è quello più complesso da acquisire e viene strutturato nel corso della formazione per essere calato nello specifico ambito applicativo. In questo senso il counseling è una metodologia trasversale a tutte le professioni che prevedono la relazione tra persone come determinante essenziale in termini decisionali e applicativi allo svolgimento dell’attività.
Queste professioni sono anche di frequente a rischio di burn out e necessitano della piena efficienza dell’individuo per raggiungere un elevato livello di produttività. Ne consegue che l’applicazione di interventi di counseling potenziano enormemente gli standard qualitativi di determinate professioni. In ambito sanitario ad esempio, l’acquisizione da parte del medico di una postura relazionale e comunicativa adeguata favorisce un instaurarsi di una solida alleanza operativa con il paziente e con i familiari, consente di conseguenza una migliore aderenza terapeutica e riduce enormemente la conflittualità espressa in termini di aggressioni al sanitario, che viene percepito come meno tecnicistico e più abile a integrare la conoscenza scientifica con un rapporto umano (caratteristiche che i pazienti generalmente si aspettano da un medico).
Gli ambiti di intervento
Lo scopo di una relazione di Counseling è quello di offrire ai clienti “l’opportunità di esplorare, scoprire e rendere chiari i propri schemi di pensiero e di azione, per crescere nelle competenze di coping (fronteggiamento delle difficoltà) e di autodeterminazione, anche rispetto alla soluzione di alcuni problemi. Tutto questo per aumentare la qualità della vita migliorando l’uso delle proprie risorse e soddisfacendo al meglio le proprie esigenze, i propri bisogni e desideri. Fondamentalmente il Counseling si occupa della salutogenesi” (Giusti, Mattachini, Merli, Montanari, 1993).
I settori di intervento del counseling sono pertanto molteplici:
– sanitario
– scolastico
– aziendale
– medico
– sessuale
– nell’orientamento alla scelta
– nelle devianze
– nelle situazioni di emergenza
CONSULENZA AL RUOLO
Poter dire ad un interlocutore competente le difficoltà , i problemi che la gestione quotidiana di unità organizzative –in sintesi uomini e problemi-
Da soli-spesso- non si riesce a leggere la complessità della situazione
Scopo del counseling è fornire aiuto per scoprire nuove dimensioni dell’agire dentro l’organizzazione per guidare l’impresa
Per…
- Capire qual è il problema
- Definire obiettivi realistici
- Prendere decisioni
- preparare colloqui importanti
- affrontare con le giuste emozioni ostacoli
- capire come gestire personale difficile
- capire come far crescere altri