Le linee guida della vita
Associazione Dicembre 24th, 2007
Auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo
INTERVISTA A GAETANO MAROTTA :tutti possono volare “oltre il muro”
Domanda: dott.Marotta, innanzitutto cos’è L’autismo?
Parla il presidente della prima grande associazione nata per sconfiggere l’autismo ,che con la nascita dellA fondazione salvatore marotta conta di lasciare un segno nella vita ,con i segni dei tempi che verranno .
Io credo che tutti noi non possiamo chiuderci in un dramma per le famiglie ,con l’isolamento che piano piano ,portato avanti in questi anni ,ha fatto rinchiudere le famiglie nel cosiddetto isolamento autistico ,che coinvolge in toto ,tutta la famiglia,facendola diventare una” famiglia autistica”,cioè si crea l’isolamento più totale portato avanti bisogna dire non solo dalle istituzioni ma bisogna dire soprattutto ,da coloro che dovevano essere gli attori principali ,le persone affette d’autismo .
Ho assistito in questi anni ad una lotta fratricida ,tra terapisti e coloro che dovevano tutelare gli interessi dei ragazzi,cioè invece di parlare di inclusione e aiuto al di là dei metodi ,che a me sinceramente interessano poco ,ma quello che mi interessa è dare una risposta alle famiglie ,alla loro sofferenza ,con un progetto della vita che presenterò ,e che ho già consegnato nel 2006 ,al ministro turco ,ricevendo una lettera protocollata ,di assenso alle linee guida della nostra fondazione che ha l’associazione come braccio armato.
Vede a me non interessa che scrivano con comunicazione facilitata o con la penna ,oppure con altre metodiche informatiche ,oppure che non siano abilitati alla scrittura ,per ognuno di loro ci vuole un progetto individualizzato ,perchè non è possibile soltanto l’ammaestramento per questi soggetti ,almeno soltanto per quelli che hanno problemi di ritardo oppure le altre patologie correlate ,ma non sono d’accordo neanche su questo ,perchè ogni persona ha una dignità che deve essere rispettata ,come persona.
Ma ritorniamo alla domanda cos’è l’autismo ,non è che sono uscito fuori tema come facevo al liceo ,ma è tale la passione ma anche la convinzione che se non si cura la famiglia in toto non si può parlare ,di cura diagnosi e ricerca ,se non si cura il sociale non si può risolvere il problema ,se non si coinvolgono quelle istituzioni: politici ,ecc, perchè l’autismo non può essere affrontato soltanto dalle famiglie ,questa patologia che è la patologia del “silenzio”,coinvolge giorno e notte la famiglia, perchè al contrario di altre patologie, è gravissimo che si impedisca di comunicare con il mondo e che ci siano lotte terribili sulla pelle di questi ragazzi ,io quando vedo mio figlio che mi guarda con il suo sorriso angelico, perchè non bisogna più far produrre autolesioni e depressioni alle famiglie e ai ragazzi .
Questa sindrome colpisce moltissime persone, sta diventando un’epidemia ,molte volte non si riesce a fare neanche la diagnosi ,e si parla di disturbo pervasivo dello sviluppo ,mentre questa sindrome si manifesta con una disabilità molto grave con conseguenze invalidanti che rendono problematica l’autonomia e l’introduzione sociale del soggetto ,le origini sono ancora oggi sconosciute, anche se le ipotesi sono molte.
D: Qual’è lo scopo della sua associazione oltre il muro ,e poi mi illustrerà la fondazione Salvatore marotta ?
Vede gli scopi dell’associazione e della fondazione sono gli stessi ,essendo i promotori genitori che io ringrazio pubblicamente, che mi sono testimoni di quello che io dico, con prove cartacee delle cose fatte ,ma anche delle battaglie furibonde che i fautori dei vari metodi hanno condotto sulla pelle dei genitori e dei ragazzi, essendo divisi su tutto e dando volantini ai convegni opposti, naturalmente che conservo gelosamente, oppure interviste che parlano finalmente di nuove linee guida, senza prima aver interpellato, gli attori principali che sono le istituzioni.
Vede non è possibile una sola linea, ho le cassette esibite di ragazzi che scrivono con l’ausilio del computer con il sempilice toccamento della testa ,oppure addirittura del capello ,ma ripeto io sono per il progetto della facilitazione e integrazione, nella vita anche per chi non riesce a scrivere con il computer, ma sono favorevole anche ad altre comunicazioni con lo strumento informatico, nella vita noi vogliamo integrare non rinchiudere questi ragazzi.
E’ capitato che siamo riusciti a farli giocare al calcio ,li abbiamo fatti nuotare ,con un progetto integrato e individualizzato, chiamato amici dello sport, che prima ha avuto l’ausilio della provincia assessorato allo sport, poi siamo stati aiutati dai giovani industriali campani e dal gruppo Gennaro con una festa meravigliosa che ancora conservo nel mio cuore dove al salone Margherita c’erano migliaia di persone che con il loro cuore ci spingevano a lottare contro il muro dell’indifferenza, della prepotenza e dell’arroganza, si è realizzata quella cittadinanza attiva come sottolineato dal Ministro Turco, solo che in questi ultimi anni non si è capito che per noi lo sport è fondamentale per eliminare le stereotipie e per far sentire vivi questi ragazzi, non segregati.
Vedi quello che è successo naturalmente agli atti, al memorial Fritz Dennerlain voluto dal nostro testimonial per lo sport il campione olimpionico Rummolo, dove ragazzi autistici e non affetti da altre disabilità gareggiavano non sentendosi diversi ma per un giorno facenti parte della vita, acclamati dalla folla, oggi questi ragazzi nuotano e gareggiano grazie ad educatori dello sport ricercatori universitari, oggi noi possiamo affermare con orgoglio che tra i miei migliori amici ci sia un “ragazzo autistico” Adriano Borrelli di 19 anni che scrive con il semplice toccamento della testa cose magnifiche ,mentre era stato cacciato dalle scuole perchè non si riusciva a comunicare con lui altro punto saliente, quali corsi d’aggiornamento, come un ragazzo autistico comunica con la vita?
Ritornando ad Adriano Borrelli oggi nuota come un leone, potrebbe se questa società volesse veramente integrare gareggiare e diventare un campione, ma siamo certi che questi ragazzi possano praticare altri sport che siano curativi anche per la psiche.
Ma i nostri obiettivi non si fermano qui.
D:Si spieghi meglio.
In questi ultimi anni siamo stati in contatto con i centri di ricerca pubblici nazionali ed internazionali, università e asl, perchè vede non siamo i genitori che vogliamo fare tutto da soli ma abbiamo uno staff., che è costituito con genitori motivati ed amici esterni vicini a noi da anni specializzati in diverse cose, con i centri di ricerca pubblici siamo in contatto continuo per monitorarci continuamente sulle nostre iniziative.
Voglio rigraziare una persona che non c’è più Sandra Campa GIACON che mi ha fatto conoscere una persona fantastica, un genitore meraviglioso il professor Giovanni Delrio persona eccezionale che ha portato alla creazione di un modello “chiamato osiride” che vede lo stato in prima linea attraverso la provincia di napoli ed il consorzio sole che sembra percorrere quelle strade che abbiamo portato avanti da anni?
Nel nostro progetto per la vita rientra chiaramente la ricerca scientifica che avrà negli obiettivi della fondazione una parte integrante, perchè se la persona non sta bene fisicamente non può svolgere attività terapeutica. In questi anni ho conosciuto un genitore meraviglioso un certo dott. Shattoc farmacista come me, noi genitori che abbiamo già svolto studi sulle intolleranze alimentari, sappiamo che se una persona è affetta da intolleranze alimentari, può dare problemi con iperattività ecc, nelle urine si possono trovare tracce di queste sostanze, noi oltre alla figura del farmacista proponiamo il biologo nutrizionista specializzato in scienze dell’alimentazione, secondo una ricerca del medico inglese una corretta alimentazione ed una dieta priva di cibi non tollerati, in breve porterebbero ad una progressiva diminuzione degli stati d’ansia e dei comportamenti autolesivi.
Ad una maggiore concentrazione, nonchè ad un miglior coordinamento dei gesti, i sottoprodotti tossici della candida (funghi) o batteri intestinali possono reagire con recettori neurologici nel cervello e di questa maniera alterare le condotte intestinali, è stato sottolineato che la maggior parte delle difese immunitarie si trova nell’intestino.
Ma quello che bisogna stare attenti e che non bisogna esagerare perchè una dieta troppo rigida può rendere intolleranti ad altre sostanze.
Una ricerca eccezionale è stata effettuata dal reparto del professor Pascotto dell’università napoletana di medicina con la bravissima Demagistris biologa ricercatrice universitaria in collaborazione con la dottoressa Sapone gastrenterologa con il dott.FASANO CHE CI HA VISTI IN PRIMA LINEA Anche nella collaborazione economica per aiutare questa ricerca importantissima sulla permeabilità intestinale ,perchè non vedere e controllare tutto questo in italia intolleranze ecc. ,visto la ricerca che si sta portando avanti a napoli con la bravissima Demagistris e inutile sottolinerlo Con il preside Delrio della facoltà di medicina biologo e ricercatore di fama internazionale ,vicepresidente come Genitore della fondazione Salvatore Marotta e componente associazione oltre il muro.
Qulche ignorante ha dichiarato che i ragazzi autistici non possono avere intolleranze alimentari, forse perchè non li considera esseri umani?
Inoltre ci sono delle zone secondo lambiase un famoso Neurologo ,sui lobi parietali del cervello ,scoprendo che in alcune zone si interrompono i collegamenti ,ma in alcune zone le sinapsi sono scollegate non passano informazioni ,meccanismo che non irreversibile perchè vi è una specie di “plastichinacerebrale “.Anche le cellule staminali potrebbero servire per la ricerca.
D: Mi parli della famiglia e del progetto osiride?
LA FAMIGLIA
La famiglia del bambino affetto da autismo si trova a dover affrontare una situazione più stressante di qualunque altra famiglia di bambino handicappato, a causa della scarsa conoscenza delle caratteristiche della sindrome non solo nella gente comune, ma spesso purtroppo anche d a parte di professionisti, terapeuti e insegnanti.
L’errata interpretazione risalente agli anni ‘50 e ‘60 della sindrome autistica come disturbo emotivo imputabile ad un errato rapporto del bambino con la madre o entrambi i genitori è infatti dura a morire malgrado le inequivocabili evidenze di danno biologico e l’attuale interpretazione ufficiale dell’autismo come disturbo generalizzato dello sviluppo, in parte anche per la difficoltà della famiglia stessa a d accettare che un bambino apparentemente perfetto, spesso bellissimo, sia portatore di un grave handicap mentale che lo accompagnerà per tutta la vita: meglio sperare di aver sbagliato qualcosa, e che cambiando il proprio atteggiamento tutto tornerà normale.
Ben presto tuttavia la disillusione si farà strada con il suo carico di disperazione e solitudine di fronte a un problema senza via d’uscita, aggravato spesso dall’incomprensione di parenti, amici e perfino dei professionisti cui ci si rivolge per chiedere aiuto ad alleviare le evidenti sofferenze del bambino e la propria inadeguatezza nell’affrontare le difficoltà del vivere quotidiano.
Le peculiarità della sindrome, e non viceversa, rendono infatti difficile e doloroso il rapporto della famiglia con il proprio bambino, e costituiscono una fonte aggiuntiva di stress che spesso minaccia la sopravvivenza dell’unità familiare.
PRINCIPALI FONTI DI STRESS PER LA FAMIGLIA DEL BAMBINO AUTISTICO
1) Mancanza di interazione.
Vera o apparente che sia, l’indifferenza del bambino autistico verso i familiari che già hanno investito amore e dedizione sulla loro creatura apparentemente perfetta costituisce precocemente una vera tragedia affettiva: i genitori si sentono rifiutati da un bambino che non corrisponde ai loro sentimenti e che tuttavia non possono nè vogliono lasciare,ha un modo di esprimere le proprie emozioni differente ma si innamorano come gli altri coetanei ,hanno sentimenti .MI è capitato ultimamente un ragazzo che stava alle superiori, con i genitori costretti al pei (progetto educativo individualizzato ),se questa persona alle elementari era riuscito a fare l’esame adirittura con molte risposte orali ,se con l’ausilio dello strumento informatico ,aveva nozioni superiori alla norma ,visto che la maestra di sostegno pur bravissima non conosceva nozioni universitarie ,lui scriveva delle cose magnifiche tutte documentate agli atti,con filmati ecc.
Arrivato alle superiori all’improvviso in alcune materie ,era diventato un analfabeta ,vi direte come mai? Era capitato che in alcune materie scientifiche saltava sui banchi ,oppure manifestava irritazione ,alcune volte aveva sbattuto la porta prima che entrassero queste insegnanti di base che non lo stimavano affatto ,una volta uno di questi bambini ,che non sopportava una nostra parente perché era falsa ,cioè fingeva di essere gentile ,ma nello stesso tempo lo maltrattava ,abbiamo scoperto che questa persona aveva avuto problemi psicologici gravi .Ritornando alla scuola non si riusciva a capire cosa avesse questo ragazzo ?
Innanzitutto era nel periodo dell’adolescenza piena ,con i brufoli ,i primi innamoramenti ,devo dire la verità aveva scelto bene ,una ragazza molto carina .Bisognerebbe che esperti spiegassero alla classe e non solo ,alla famiglia ,ma al ragazzo stesso come comportarsi ,non ci troviamo di fronte ad un problema irrisolvibile ,per questo ci vuole lo psicologo/a della comunicazione insieme ad esperti che noi avevamo ,poi sospesi per mancanza di fondi, psicologi di un certo livello ,anche psicoanalisti ,inoltre ci vorrebbe una” mediazione familiare “ anche con consoler con vari esperti, per comunicare con il mondo esterno, le proprie emozioni, i propri affetti, il voler uscire con i coetanei, essendo costretti a rimanere a casa con il padre e la madre, credete che questi ragazzi non capiscano oppure siano deficenti, ma voi come stareste senza riuscire a parlare e a comunicare?
Ritornando alla scuola questa professoressa sosteneva che non aveva neanche le nozioni più elementari ,ma parlando con i genitori che non dovevano essere coinvolti in tutto questo si diceva che non stava mai fermo in classe ,non era in grado di apprendere ,ma come si apprende se non ci sono modi per comunicare.
Ma in realtà non deve interessare il laureato a tutti i costi ,ma tenere in debito conto le emozioni ,le relazioni ,i sentimenti ,capendo che non sono dei robot ,ma degli esseri umani ,ed hanno bisogno della gratificazione continua ,non di sentirsi declassati oppure considerati dei derelitti che devono essere tenuti in disparte ,come nel caso di queste professoresse che prima loro avevano dei problemi alla base che non gli permettevano di capire che la prima persona da curare era lei ,trasmettendo insicurezza al ragazzo autistico che arrivava a casa nervosissimo ,ma la cosa grave che in italia, si bada solo ai metodi comportamentali senza curare la psiche ,l’interno delle persone,allora come si può parlare di linee guida nazionali ,se ogni ragazzo autistico ha una propria specificità?
C’è il ragazzo che non riesce a scrivere ,ma riesce comunque ad essere facilitato per lavorare ,per praticare attività sportive che servono per eliminare molte stereotipie come abbiamo visto con i progetti tenuti in questi anni con l’aiuto della provincia e delle istituzioni ,abbiamo il caso di Adriano BORRELLI CHE NUOTA COME UN CAMPIONE,e scrive delle cose bellissime con l’aiuto del computer ,di un professore universitario che è stato cacciato dalle scuole alle elementari,con il semplice toccamento della testa ,ma anche chi riesce a parlare di più può eseguire delle funzioni come lavorare anche con l’ausilio dello strumento informatico ,sia ben chiaro che noi siamo per più metodi ,basti che aiutino il ragazzo.
Non tutti i bambini autistici sono incapaci di dimostrare affetto verso i familiari: alcuni, considerati in passato in come affetti da Psicosi Simbiotica, possono mostrare un attaccamento perfino eccessivo.
Tuttavia anche in questo caso, pur meno drammatico, il senso di responsabilità verso una creatura che capiscono indifesa di fronte al mondo e di cui ben presto intuiscono la sofferenza li sprona a cercare in tutti i modi di aiutarla, senza riuscire a tradurre l’attaccamento affettivo in partecipazione emotiva alla vita di famiglia o in apprendimento.
2) Problemi di comportamento.
La vita familiare è ben presto sconvolta dai problemi di comportamento tipici del bambino autistico, soprattutto dagli episodi di auto o etero aggressività: nulla è più doloroso che assistere impotenti al dramma del bambino che si morde, si graffia a sangue, si picchia o batte la testa contro il muro, o che, portato con il cuore colmo di speranza tra i suoi coetanei li allontana a morsi e calci.
La paura e l’angoscia che generano questi episodi apparentemente incomprensibili portano spesso alla rinuncia di una qualunque regola o coerenza educativa, precipitando ancor di più il bambino nell’incertezza e la famiglia nell’isolamento sociale.
Anche problemi di comportamento meno gravi, come pianto o riso irrefrenabili e apparentemente immotivati, grida o lancio di oggetti, e così via generano sconcerto e angoscia, e contribuiscono fatalmente all’isolamento sociale del bambino e dell’intera famiglia.
3) Incomprensione sociale
Le stranezze del comportamento del bambino autistico nel migliore dei casi vengono interpretate nell’ambito sociale come espressioni di maleducazione di cui il genitore è responsabile; anche la famiglia più unita e agguerrita si trova così a dover affrontare, oltre alle difficoltà di convivenza col proprio bambino, il giudizio, le critiche e l’insofferenza di vicini, parenti e amici della cui solidarietà avrebbero invece enormemente bisogno.
Per lo più tuttavia la gente comune conosce dell’autismo la credenza errata che il comportamento autistico sia imputabile al cattivo rapporto con la madre; anche nella famiglia più consapevole e più preparata si insinua il dubbio, si rimugina il passato, e il senso di colpa logora la coppia e peggiora fatalmente il già difficile rapporto con il bambino.
Ancora più drammatica è l’incomprensione che spesso la famiglia incontra al momento dell’inserimento del bambino nella scuola materna e più tardi nella scuola dell’obbligo: ì pregiudizi sull’autismo e la scarsa preparazione in materia degli insegnanti, la scarsa disponibilità a collaborare o l’ignoranza da parte delle strutture sanitarie ne fanno ben presto un piccolo intruso da tollerare per il minor tempo possibile, accampando ogni scusa per ridurre il tempo di frequenza scolastica.
La fonte principale di stress per la famiglia non è più l’isolamento o il comportamento del bambino, ma il rifiuto sociale: i genitori stessi si sentono rifiutati nel loro bambino, ancora una volta soli contro tutti.
4) Incertezza per il futuro.
Quand’anche la famiglia abbia superato la fase della disperazione, e sia stata correttamente informata sulle cause e le caratteristiche della sindrome autistica, resta tuttavia perennemente angosciata dall’incertezza per il futuro del proprio bambino, e non solo dallo spaventoso ma ancora relativamente lontano momento della vecchiaia e della morte (”chi si occuperà di lui, chi lo capirà quando noi non ci saremo più?”), ma anche dal futuro più prossimo ( “sarà accettato a scuola? avrà un insegnante preparato? otterrà le ore di sostegno necessarie un programma scolastico? “) o addirittura dell’indomani (”andrà tutto bene o mi chiameranno ancora una volta da scuola pregandomi di portarlo a casa?”).
Cosa molto importante c’è una preparazione scolastica ,con dei corsi di formazione adeguati non solo per gli insegnanti di base ma anche per gli insegnanti di sostegno ,che devo dire la verità molte volte si trovano nell’impossibilità di comunicare con il ragazzo autistico ,non per colpa delle autorità ,o dei ministeri ,ma per programmi arcaici che non tengono conto delle esigenze individuali ,Quando poi si sia raggiunta una vera consapevolezza sulla gravità della sindrome autistica, e sull’inesistenza di soluzioni dignitose per il futuro di un adulto affetto da autismo, lo stress diventa disperazione, e non esiste genitore di bambino autistico che non speri di poter sopravvivere al proprio figlio pur di non doverlo abbandonare ad un futuro di emarginazione, con un ulteriore carico di sensi di colpa e di impotenza.
5) Fatica e impossibilità a svolgere una vita normale.
La vita con un bambino autistico è estremamente faticosa: spesso ai problemi di comportamento, difficili da gestire, si aggiungono iperattività, problemi di sonno e di alimentazione.
L’iperattività del bambino, per lo più inconsapevole del pericolo, non dà tregua, e spesso la casa diventa una prigione spoglia in cui barricarsi, porte e finestre sbarrate da chiusure di sicurezza, ogni oggetto fragile ancora integro fatto sparire, cibo e bevande lontano dalla portata del bambino; e ancora restano da sorvegliare rubinetti, fornelli e così via, neanche uscire di casa dà tregua: una passeggiata al parco si trasforma facilmente in un inseguimento affannoso e un attimo di distrazione può essere fatale.
Tuttavia neanche il genitore di un bambino tranquillo riesce a darsi pace: il suo isolamento, il vederlo passare ore a guardarsi le mani o giocherellare con uno spago lo angoscia, lo sprona a cercare di coinvolgerlo in giochi o attività domestiche, per lo più ricavandone ansia e frustrazione.
Non esistono vacanze per la famiglia di un bambino autistico, ammalarsi è un lusso, riposarsi impossibile; la fatica è schiacciante, e i rapporti familiari ne sono ben presto incrinati.
La madre, per mancanza di aiuti adeguati, deve per lo più rinunciare al lavoro.
La fatale conseguenza di tutte queste difficoltà è l’isolamento sociale della famiglia e del bambino stesso, a dispetto di una legge quadro che dovrebbe garantire l’integrazione sociale della persona con bisogni speciali
POSSIBILI INTERVENTI SULLA FAMIGLIA
La famiglia è il primo ambiente sociale in cui ogni bambino si trova a vivere: l’integrazione nella vita di famiglia è perciò il primo scopo d a perseguire in un programma di riabilitazione e integrazione della persona autistica.
Aiutare il bambino a sviluppare capacità interessi e relazioni nell’ambito familiare si traduce in un miglioramento della vita presente e futura della famiglia e del bambino stesso: il benessere dell’uno è indissolubile da quello dell’altra.
Nessun genitore può assistere passivamente allo sviluppo del proprio bambino; un programma di intervento dovrebbe non solo essere preparato tenendo conto della conoscenza profonda che ogni famiglia h a del proprio figlio, delle esigenze e dello stile di vita familiari, ma anche prevedere una partecipazione della famiglia stessa come partner essenziale nella preparazione ed esecuzione del progetto.
A questo scopo sarebbe opportuno offrire alla famiglia un supporto individualizzato a partire dai suoi bisogni e dalle sue potenzialità.
FORME DI SUPPORTO ALLA FAMIGLIA
1) Informazione.
Una corretta informazione sulle caratteristiche della sindrome autistica è il primo passo per aiutare i genitori a comprendere e affrontare efficacemente i problemi del loro bambino.
Colpevolizzare la madre o anche solo tacere su un dubbio che la diagnosi stessa può portare con sè è inaccettabile, sgombrare il campo da sensi di colpa assurdi e anacronistici é doveroso e non può che tradursi in u n miglioramento dei rapporti familiari e conseguentemente in un a maggiore serenità del bambino stesso.
Tuttavia accettare l’idea dell’handicap del proprio bambino, quando si era sperato di poter cambiare tutto semplicemente cambiando se stessi, può essere traumatizzante, e soprattutto la comunicazione di alcune caratteristiche utili più che altro come strumenti operativi, in particolare della coesistenza di ritardo mentale, può essere percepito negativamente in consonanza col senso comune, e difficile da accettare se non si ha ben chiara la differenza fra capacità, intelligenza e sensibilità, e il rispetto dovuto in ogni caso ad ogni persona umana.
2) Formazione
“Il bambino non mi guarda, non mi obbedisce, si comporta come se neanche esistessi o addirittura sembra burlarsi di noi. Come dobbiamo comportarci con lui?”
A questa domanda molti professionisti rispondono “Fate semplicemente i genitori”.
Ma “fare i genitori” di un bambino autistico non è affatto semplice, s e non si viene messi a conoscenza su come è possibile ottenere attenzione e collaborazione, e se non si sanno affrontare nel modo giusto i problemi di comportamento, oggi interpretati come espressione dell’incapacità ad esprimere i propri bisogni e desideri.
La famiglia, si vede quindi costretta ad informarsi autonomamente e rischia di perdersi in una miriade di informazioni e tentativi, mentre dovrebbe essere adeguatamente preparata ad intervenire efficacemente nell’educazione del proprio figlio, e ad adottare altre forme di comunicazione, attraverso la preparazione congiunta da parte di professionisti e familiari di un programma da svolgere a casa con l’aiuto di controlli periodici, o almeno tempestivamente e costantemente informata delle modalità degli apprendimenti raggiunti al di fuori dell’ambito familiare.
Un intervento attivo della famiglia nel campo della autonomie di base e della comunicazione permetterebbe di dedicare più tempo nell’ambito extrafamiliare ad interventi di altro tipo.
Il coinvolgimento attivo della famiglia in un adeguato programma abilitativo rappresenta inoltre l’aiuto più efficace a superare sensi di colpa e di inadeguatezza: attraverso il ruolo di partner di educatori e insegnanti i genitori si appropriano degli strumenti indispensabili per svolgere il proprio ruolo e riacquistano fiducia nelle proprie capacità.
3) Pianificazione e assistenza
L’angoscia della famiglia per l’incertezza del futuro del proprio bambino dovrebbe essere alleviata da una precoce programmazione del suo futuro: sapere che il bambino frequenterà una scuola materna e una scuola dell’obbligo come tutti gli altri bambini, seguito da persone competenti, prontamente disponibili e il più possibile stabili, realmente interessate al problema e motivate ad intervenire all’unisono con i familiari per sviluppare al massimo le potenzialità del bambino può rappresentare un enorme sollievo.
La formazione di personale sanitario e scolastico competente è perciò u n aiuto indispensabile non solo per il bambino, ma anche per la famiglia.
Resta purtroppo per ora irrisolto il problema della vita da adulto della persona autistica, e sarebbe doveroso fin dall’infanzia del bambino. Prospettare soluzioni dignitose e qualificate in vista del venir meno dell’aiuto familiare.
Accettare un figlio handicappato ma con una strada futura già delineata sarebbe assai più facile e certamente la qualità della vita familiare n e sarebbe molto migliorata.
4) Coordinamento dei servizi
Benchè la legge quadro sull’handicap preveda che tutte le istituzioni ( sanità, scuola, assistenza),introducendo debbano farsi carico dell’integrazione della persona con bisogni speciali ,con la figura da noi prefigurata a livello locale ,provinciale e regionale ,nazionale ,della” mediazione familiare” e consoler di specialisti che avessero il tramite con progetti in rete che partissero da noi ,con specialisti di ogni settore preparatissimi con nuove tematiche scientifiche ,che possano integrarsi continuamente con le autorità per eliminare speculazioni ecc.
Canalizzando meglio i fondi ,che vengono utilizzati male e molte volte con scontento e non aiuto alle famiglie e ai ragazzi, nella realtà spesso ognuna interviene in modo autonomo non sempre coerente, e la famiglia deve farsi carico di sollecitare incontri o trovare attività di tempo libero.
I bambini autistici si possono ammalare come tutti gli altri bambini, m a anche le necessità sanitarie costituiscono un problema per la famiglia della persona autistica, per la difficoltà diagnostica da parte di medici che non conoscano l’handicap o per la mancanza di strutture ospedaliere attrezzate per operare su questi soggetti: allo stress della malattia si aggiunge quindi l’ansia di trovare un intervento adeguato.
Sarebbe quindi opportuno individuare un responsabile che garantisca la coerenza degli interventi educativi in un programma globale, e individui in caso di necessità i professionisti e le strutture più adatte ad intervenire in caso di malattia.
5) Aiuto sociale ed emotivo.
La famiglia del bambino dovrebbe essere aiutata a mantenere il più possibile il tipo di vita e la relazioni sociali precedenti alla nascita del bambino autistico: questo significa poter disporre dell’aiuto di personale competente che permetta ai genitori di disporre del tempo per coltivare relazioni sociali e alla madre di conservare il posto di lavoro messo seriamente in pericolo dalla mancanza di una presa in carico efficace del bambino.
In ogni caso la famiglia ha bisogno di spazi di libertà: infatti non bisogna dimenticare che anche i fratelli del bambino autistico hanno diritto alle cure dei genitori, che come in tutte le altre famiglie possono intervenire malattie o doveri di assistenza verso i parenti anziani, e che il bambino autistico non deve essere il fulcro, ma uno dei componenti della famiglia. Anche la vita di coppia deve poter essere coltivata, e nell’ambito del programma individualizzato del bambino sarebbe opportuno prevedere brevi periodi di vacanza in un ambiente adeguato e preparato in modo da garantire il giusto riposo necessario alla famiglia per “ricaricarsi” e trovare nuove energie per affrontare la vita quotidiana,senza contare il dramma delle famiglie ,il nucleo familiare in toto che rischia di diventare “autistico”.
La solidarietà e la comprensione che si possono trovare nell’ambito delle Associazioni dei familiari non dovrebbero sostituirsi alla possibilità di mantenere relazioni e interessi al di fuori del problema autismo, per non diventare una ulteriore fonte di emarginazione della famiglia.
Un aiuto concreto a mantenere la vita di relazione, una prospettiva dignitosa seppur impegnativa per il futuro, una chiara dimostrazione di fiducia da parte degli operatori, la disponibilità ad una accoglienza competente e serena da parte della strutture preposte all’inserimento sociale della persona autistica costituiscono inoltre il più valido aiuto emotivo per la famiglia.
UN GABBIANO VOLAVA OLTRE L’INDIFFERENZA ,L’ARROGANZA E LA PREPOTENZA DI QUESTA VITA .
METTENDOSI CONTINUAMENTE IN DISCUSSIONE NEL VOLO ,PERCHè PER LUI LA VERITà ASSOLUTA NON SI RAGGIUNGEVA MAI NELLA VITA, PER LUI NON ERA IMPORTANTE SOLTANTO IL BENE MATERIALE MA ANCHE LO STILE NEL VOLARE ,AIUTANDO GLI ALTRI SOPRATTUTTO I PIù DEBOLI ,AVEVA CAPITO CHE RISPETTANDO TUTTI E NON FACENDO SOTTOSTARE LE FAMIGLIE DEL BRANCO ALLA SUA VERITà , CON IL RISPETTO ,LA TOLLERANZA E LA FRATELLANZA TRA GLI ALTRI GABBIANI, PERCHè aveva il paradiso nell’anima ,fu scacciato da coloro che volevano ammaestrare al loro volere i gabbiani ,che li facevano volare sempre alla stessa maniera ,erano stati condannati alla “musica del silenzio”,ma non avevano rinunciato nel loro cuore alla libertà ,ma dove non c’è vera morale non può esservi giustizia.
Nella loro musica sognavano con la loro purezza e riuscivano a volare sempre più in alto dove il silenzio si congiunge con la verità ,erano stanchi della prepotenza ,dell’arroganza ,dell’imposizione continua ,a loro non interessava la quantità soltanto ma soprattutto la qualità ,non volevano essere massificati.
All’improvviso il gabbiano della vita volò verso il cielo ed arrivò con altri eletti dove il silenzio, è vita.Pur arrivando al paradiso sognò un giorno di costruire la città del sole dove :”dove il gabbiano volasse con la sua luce che si scompone in sette colori ,i colori dell’arcobaleno,l’amore fa in modo che passino attraverso il prisma della propria sensibilità ,con l’arcobaleno dell’amore ,attraversato da un raggio di sole ,mostrò l’arcobaleno della luce che aveva come ingredienti le virtù che colorano e illuminano la vita ,dove i gabbiani che volavano con l’intelligenza intuitiva che parte dal cuore per raggiungere l’universo,con la “diversità nell’universalità”,non più ghettizzati ma con il calore dei loro cari ,sovvertendo la logica del bene materiale sulla pelle degli altri gabbiani ,la città che aveva sognato ,non “le città nella città”,dove accanto a quelli che impongono la loro legge ,vi sono chi vive ghettizzato nella “musica del silenzio”,condannati dall’ambiente d’apprendimento, con la madre e ma i genitori tutti influenzati dal “ghetto” condannati dall’ammaestramento nel volare con disturbi nella capacità di pensare ,ricordare ma soprattutto di avere emozioni ,volando verso il cielo trovò lo spazio di circolazione delle emozioni e della parola, con la forza dei suoi sogni che racchiudevano i suoi ideali, insieme ad altri che si erano staccati dal branco ,sogno che nel mondo non ci fossero più disuguaglianze, facendo un girotondo verso il cielo.
Il gabbiano con ” la musica del silenzio nel cuore “, di un sapere senza parole,il silenzio di chi riesce a comprendere ed amare la musica nascosta dell’anima che sa guardare dentro di sé con la limpidezza eccezionale e non esita a seguire il suo cuore ,sa bene cosa vuol essere :un salvatore di vite.
Capendo che ogni minuto che vola via è una nuova opportunità per mutarlo del tutto ;ogni istante è un occasione per cambiare in meglio .Nel suo sogno promise di essere fedele al suo cuore ,di essere il custode dei suoi sogni,con la loro forza che può diventare realtà solcherò gli oceani ,me ne andrò per la mia strada, non importa cosa gli altri penseranno di me, sarò sempre mettendomi continuamente in discussione nel mio volo verso la ricerca della verità per me e per gli altri, padrone del mio destino accompagnato dalla musica del silenzio.
Nel suo volto splendeva un sorriso,che era luce per gli altri gabbiani che l’avevano seguito nel suo volo verso il cielo. Uccelli marini che cercavano il nutrimento e una volta sazi ritornavano al luogo al quale appartenevano,trascorrono il giorno a badare ai piccoli, meravigliati dalla bellezza di un tramonto, non sparlando degli altri gabbiani e non giudicando chi è troppo grasso o troppo magro, non invidiando chi era più bello né tormentando crudelmente chi era più brutto, volando “nell’università verso la diversità “, eppure gli altri del branco rimasti nel luogo natio non sembravano avere uno scopo di vita, continuavano a lottare gli uni contro gli altri, e non avendo uno scopo di vita, passando le loro esistenze ad invidiare il prossimo o a criticare ammaestrando gli altri al loro modo di vivere, alla ricerca soltanto dei beni materiali, lottando gli uni contro gli altri per il predominio.
Solo la saggezza del dare il proprio contributo al “tempio della vita “,il contributo da offrire al mondo con tolleranza e amore, la forza di darlo sempre e comunque, il tutto senza riserve, pretese contropartite o riconoscimenti renderà indistruttibile e saldo il “tempio “che cerchiamo di edificare con il nostro incessante lavoro, il gabbiano volava oltre la vita, ritorno verso la terra costruendo la citta’ dell’uomo, se proprio devi seguire un sogno, scegli quello impossibile, grazie GIOVANNI DELRIO DI AVER IDEATO CON IL MIO CONTRIBUTO MINIMO ,”LA CITTA’ DEL SOLE”.
“LE LINEE GUIDA VERE, DELLA VITA”.
Associazione Novembre 6th, 2007
Nella vita esistono stadi intermedi, a volte non si capisce che siamo legati ad un unico filo universale, al quale dobbiamo aggrapparci per arrivare alla sommita’ della vetta, questo filo non si spezza mai, un sentiero da percorrere in salita ma bellissimo, accompagnato con le nostre azioni e gesta dagli angeli della vita, perché molte volte possiamo smarrire la strada che porta verso la perfezione che conduce al ”creatore dell’universo”, che ha disegnato il mondo, che comunque lo possiamo chiamare, ci porta in dote gli ” angeli della vita”.
Persone elette che vengono da noi per insegnare la giusta via, donando luce con la ”loro sofferenza”, che parte dal loro cuore illuminando la vita, e venendo illuminati da coloro che lottano per farli uscire dal silenzio, il” silenzio degli innocenti” che non hanno voce abbandonate da questa societa’, che molte volte ha paura di confrontarsi con la vera vita, che conduce ai veri valori smarriti: ”sensibilita’, dolcezza, sofferenza, qualita’, tolleranza, fratellanza tra le genti, uguaglianza”.
Molte volte non si leggono i messaggi inviati che si tramandano nel corso dei secoli,eppure nonostante gli insegnamenti che la vera sofferenza puo’disegnare un percorso d’amore per il mondo,perche’nulla e’ lasciato al caso ,ma serve per illuminare noi stessi, illuminando la nostra vita, diventando noi stessi “cavalieri della luce”, aiutandoci nella nostra battaglia per rendere migliore per noi e per gli altri questa vita, perché noi siamo eletti in questa vita perché crediamo nei veri valori.
Non abbiamo perso il senso della vera realta’,non ha importanza l’eta’perche’molte volte noi che combattiamo costruendo mattone dopo mattone la “città celeste” che cerchiamo di costruire ,cementandola con le nostre azioni e gesta ,ma che fino a quando vivremo in questa societa’ avrà sempre delle “crepe”,che non riusciremo a riparare,finche’ci saranno ai confini e nelle citta’ delle persone condannate al silenzio perche’non hanno voce ,ma queste persone quando s’incontrano accumunate dal “disagio” ,finiscono per riconoscere quel filo che li porta alla vetta finale disegnato per questo mondo che conduce al paradiso della vita ,accompagnati dalla “musica universale del silenzio”.
Quel silenzio che vuole farsi comprendere dagli altri che sembrano non capire i messaggi molte volte cercano di imporre le linee guida nella vita,che sono falsate perche’non sono accompagnate da quel vivido fuoco interiore dei” tesori sommersi dell’universo”che cercano di spezzare le catene che li legano in fondo al mare,controllati a vista da persone “accecate”dalle monete che escono dai fondali del mare ,chiudendo con il lucchetto il “silenzio del modo”,vi sono pirati che controllano armati con le loro spade e fucili ,che il filo che conduce alla verita’che conduce alla ricerca continua della perfezione.
La prepotenza nelle loro azioni e gesta che cerca di soffocare “le linee guida vere della vita”,molte volte la luce dei” tesori sommersi”,finisce per illuminare la” ricerca della felicità vera per il mondo”,che conduce “alla liberazione dal fondale del mare degli angeli della vita”,che sono accompagnati nel loro cammino verso la loro e la nostra liberazione da quella mano invisibile che ci accompagna nel nostro cammino che conduce alla resurrezione che libera le catene che tengono nei fondali del mare i forzieri che contengono” le vere gemme preziose della vita”.
Che donano luce illuminando con i loro fari “la nave della vita”avvolta dalle tenebre che avvolgono il buio nel quale è relegato il mondo ,il “gabbiano della vita”.Nonostante tutte le battaglie per liberare i tesori sommersi della vita ,il mare si trasformò nel deserto della vita ,il gabbiano cercò la vita nel deserto ,soltanto chi trova la vita può scoprire i tesori sommersi,insieme a quel gabbiano che aveva un aspetto paradisiaco che aveva incontrato nel suo viaggio verso il cielo ,”:la vita attrae la vita“.
Con la musica del silenzio attraversò il deserto camminando per deserti aridi al ritmo della sua passione,trovando serpenti e animali lungo il suo cammino ,sapeva do dove partire per poi ritornare ,vide lungo il suo cammino, tribù che si combattevano per il potere, ma all’improvviso vide delle palme che incominciavano a crescere, uso la sua conoscenza solo per il benessere dell’oasi che cresceva al suo passaggio con gli abitanti che trovava lungo il suo percorso.
Era diventato a contatto con le tribù un ricco mercante aveva dimenticato il mondo dal quale veniva, aveva imparato ad amare il deserto il vero maestro del mondo, perché con la sua musica del silenzio il deserto è il migliore dei maestri.
Durante il primo anno di vita vagò alla ricerca dei ”tesori sommersi “, mettendo la sua conoscenza a disposizione dei più deboli col suo unico scopo di liberare trovando i forzieri che erano scomparsi con i tesori sommersi della vita. Il primo anno di vita nel deserto imparò a conoscere una per una le cinquantamila palme. Si accorse di come crescevano, mettendo in mostra un mondo in perenne miglioramento e di volta in volta, compresi sempre più segnali, perché il deserto è il migliore dei maestri, con la sua musica del silenzio, è il migliore dei maestri.
Il secondo anno di conoscenza ,si rammentò che esisteva un tesoro ,i segnali incominciarono a parlargli ma lui ,li ignorò completamente ,usando la sua conoscenza soltanto per il benessere dell’oasi e dei suoi abitanti ,e per questo i capi tribù lo ringraziarono ,con i loro cammellieri che ne traevano ricchezza e potere.
Il terzo anno aveva ,nella sua mente il suo tesoro e la sua leggenda personale ,ma sembrava essere sepolto per sempre, perché il gabbiano della vita era legato a quell’oasi ed ai valori materiali, aveva paura di non ritornarvi più, non ricoceva i segnali che gli arrivavano, a quel punto, il suo tesoro sembrava sepolto per sempre .
Il 4 ANNO I SEGNALI DELLA VITA LO ABBANDONARONO ,i capitribù lo scacciarono era diventato un ricco commerciante senza ,con molti cammelli e molte mercanzie ,ma passava ilo resto dei suoi giorni vagando tra le palme e il deserto sapendo di non aver realizzato la sua leggenda personale,,non aveva capito che l’amore non impedisce mai ad uomo di seguire la propria leggenda personale ,se questo accade è soltanto perché non si trattava di vero amore ,di quell’amore che parla il linguaggio del mondo.
Volò allora accompagnato dal vivido fuoco interiore dalla vera liberta’che conduce alla vera morale,perche’dove non esiste una vera liberta’non puo’esserci una vera morale,perche’ i “gabbiani”volando verso il paradiso alla ricerca della perfezione lasciano il branco ma dopo che raggiungono la “citta’celeste”accompagnati dal silenzio tornano verso la terra con la sofferenza nelle azioni e gesta ,illuminano la vita,trascinando anche coloro che li avevano scacciati e relegati in fondo al mare,rompendo i” lucchetti”,diventando l’ancora di salvezza per” la nave della vita”, CHE CONDUCE ALLE VERE” LINEE GUIDA DELLA NOSTRA E LORO VITA”
“INAUGURATA LA CITTà DEL SOLE”
GIUGLIANO “LO SPORT NEL BUNCHER DELDEL” MATTINO”
IN FUNZIONAMENTO UN CENTRO POLISPORTIVO CHE DA GENNAIO SARà APERTO A TUTTI E CONCESSO IN GESTIONE AD UN ASSOCIAZIONE ONLUS .
UNA PISCINA COPERTA ,UNA PISTA DI ATLETICA ,UN CAMPO DI BASKET E DI PALLAVOLO ,UNA PALESTRA PER IL FITNESS,SALA CONFERENZE ,UN CENTRO MULTIMEDIALE E STANZE PER LA FORMAZIONE :I TRE PIANI SONO SUDDIVISI TRA SPORT ,CULTURA E LAVORO,è VICINA ALLA CASERMA DELLA GUARDIA DI FINANZA ,ALLA CASA FAMIGLIA E DAL CAMPUS CHE SI TROVANO SEMPRE NELL’AREA CONFISCATA :UN POLO DI CIRCA 33.000 METRI QUADRATI ,A GESTIRE I BENI SARà LA FONDAZIONE SALVATORE MAROTTA CHE SI OCCUPA DI DISABILI.
NELL’AMBITO DEL CONSORZIO SOLE :SVILUPPO –OCCUPAZIONE-LEGALITà E SVILUPPO .”C’è STATA UN AZIONE STRAORDINARIA TRA COMUNE ,REGIONE ,PROVINCIA E STATO ,DICE LUCIA REA A CAPO DEL CONSORZIO SOLE.
IL PROGETTO OSIRIDE
(I SUONI ,I COLORI ,I RIFLESSI DEL FARE )”
“FARE”: Fare cittadinanza, fare partecipazione, fare, produrre, creare, senzazioni e idee, esperienze e senso di appartenenza.
“Fare” cultura della legalità, pratica del vivere, crescere insieme, condividere spazi e attività, giungendo all’edificazione di un laboratorio di idee, azioni e coabitazioni in costante evoluzione per una nuova consapevolezza del territorio.
Il progetto “osiride” della FONDAZIONE MAROTTA SI PONE come momento coordinante di condizioni favorevoli e familiarità con spazi nascenti atti a creare risanamenti socioculturali di luoghi e strutture sottratte al degrado generale.
Finalità specifica
Scopo Generale del progetto è quello di implementare tramite un azione collaborativa con diversi attori sociali intervenuti sul territorio la restituzione di un bene ai cittadini e ancora alle comunità educative e formative, di recupero sociale e di prevenzione,di aggregazione ricreativa.
Educando al senso civico e alla legalità.
“Superare le barriere ” ha come obiettivo l’integrazione sociale e una crescita serena di soggetti svantaggiati o diversamente abili ,mediante la partecipazione e il coinvolgimento alle attività didattiche ,o esse ricreative ,svolte in ambiti di frequentazioni favorevoli allo sviluppo di nuove percezioni e superamento di barrire culturali o pregiudizievoli nonchè di scarsa conoscenza della disabilità inserita inserita in ambienti usuali.
“Il cuore oltre l’ostacolo “ossia favorire l’inserimento lavorativo lavorativo di tali soggetti in attività ”
“Città del sole” allargare l’offerta delle attività a tutte quelle individualità o gruppi sociali in difficoltà e non ,alla comunità in generale .
Il fare è esplicitato attraverso un offerta molteplice di attività ;sportiva ,ricreativa ,ludica ,di intrattenimento ,di formazione ,di informazione ,educativa .
Attività rivolte alle esigenze ,i bisogni ,le aspettative ,dei ragazzi ,dei bambini ,dei giovani e degli adulti .
Puntare alla creazione di un nuovo modo di esercitare le relazioni sociali e percepire il contesto urbano ,integrando saperi e nuovi linguaggi ,fruibili strumenti e tecniche che arricchiscono la formazione e il consolidamento di se e degli altri .
“Fare polis” significa usare spazi e renderli vivi ,spazi illecitamente sottratti alla comunità intendendoli e trasformandoli con una nuova presenza attiva in luoghi di aggregazione tali da rappresentare una risorsa e un opportunità di crescita costante .
Destinatari.
il progetto è rivolto ai giovani del territorio della provincia di Napoli e SOPRATTUTTO A quelli appartenenti al territorio dei comuni dell’area a nord di napoli (GIUGLIANO ,IN CAMPANIA,Marano ,villaricca ,Melito ,Quarto ,Qualiano)Agli studenti delle scuole dell’area metropolitana ,agli studenti delle scuole dell’area metropolitana ,agli studenti dei futuri Poli universitari della SUN (Seconda università degli studi di Napoli)gli enti locali ,associazioni teritoriali ,le organizzazioni di volontariato .Soggetti svantaggiati.
Le attività
Il progetto “osiride” prevede una molteplicità di attività distribuite nell’arco della giornata ,in maniera da rendere fruibile la struttura per tutta la settimana .
L’Articolazione prevista è pensata in modo da rendere fruibile la struttura per tutta la settimana.
L’articolazione prevista è pensata in modo da rendere quanto più ricco il programma ,rendere più ricca la partecipazione calibrata su differenti esigenze e fasce di età.
Attività sportiva ;palestra coperta,palestra scoperta /campo di basket e pallavolo ,atletica leggera ,avviamento allo sport ,attività motoria di base ,giocomotricità ,karate,judo,calcetto,fitness,attività motoria adattata e preventiva,sala pesi e tonificazione.
Attività sportive natatorie; piscina coperta, sport acquatici, nuoto, avviamento al nuoto, pallanuoto.
Attività culturali; mediateca, aule multimediali, laboratori informatici, laboratori linguistici e interculturali, internet point, produzione di film, cartometraggi, sale convegni e dibattiti, realizzazione di eventi.
Laboratori creativi; pittura, ceramica, fotografia, laboratorio teatrale, laboratori scenografici.
Feste ed eventi gastronomici e varie
Attività copisteria, attività ricreative, feste e giochi organizzati
Relizzazione di eventi
Soggetto gestore “La fondazione MAROTTA” INTENDE Sottoscrivere forme di convenzionamento rapporti con soggetti giuridici inquadrati in cooperative sociali di tipo B ai sensi della L.109 /96 ,ovvero idonee all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.
LA “Fondazione Marotta “ritiene necessario l’intervento di supervisione scientifica e supporto didattico della sun (seconda università degli studi di napoli)durante tutto l’arco della durata del progetto, ma quello che è interessante commentare di questo progetto è l’integrazione che noi predichiamo da sempre ,cioè ragazzi, adulti ecc affetti da differenti patologie insieme con la cittadinanza attiva si integrano nella vita ,insieme con ragazzi a rischio costituiscono il fulcro d’amore che anima il mondo ,ragazzi con differenti potenzialità ,si integrano con un progetto individualizzato ,un progetto per la vita.
Chi riesce a comunicare con il computer, e non parliamo di un solo metodo ma di più metodi ,con lo sport come modello di riferimento e con attività lavorative ,lo sport come quelli elencati che servono dal punto di vista scientifico ad eliminare stereotipie ,a far sentire vivi questi ragazzi ,non praticando le olimpiadi speciali o progetti speciali ma tutti insieme a combattere per la vita,con laboratori creativi ecc. teatro ecc.
DISTINTI SALUTI
Dott. Gaetano Marotta Presidente Associazione Oltre il Muro - Onlus - Genitori soggetti autistici
cell. 335455035 tel. 0815747412
Fondazione Salvatore Marotta per l’Autismo e sindrome correlate via Papini San Giorgio a Cremano 8
via Manzoni, 106 (P.co Cerimele) San Giorgio a Cremano (NA)
Sito internet : www.oltreilmuro.com
Delegato del governatore distretto 108 YA per l’autismo Campania Calabria Lucania.
Componente LIDU ‘ Lega Italiana Dei Diritti Dell’uomo, Membro della fèdèration Internazionale del Ligues Des Droits De L’homme Onlus’, per la commissione ambiente e territorio e problematiche sociali.
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la grande opera della costruzione della vita ,iniziata con la nascita del maestro dell’universo e continuata dai suoi discepoli
non è compito di pochi ,ma deve coinvolgere tutti gli esseri umani della superfice della terra ,perchè tutti noi possiamo immergerci,nell’anima del mondo.
Questo maestro della vita che venendo al mondo nel deserto,insegnò agli uomini a percorrere il sentiero del mondo imparando ad ascoltare il cuore, alla ricerca di un tesoro sognato, attraverso tutto il deserto della vita, facendo salire nel corso dei secoli a chi lo ha ascoltato e ancora segue i suoi insegnamenti, tutti i gradini della scala sapienzale: nella sua progressione sulla sabbia del deserto e insieme nella conoscenza di sè, scoprirà l’anima del mondo, l’amore e il linguaggio universale, imparando a parlare al sole e al vento e infine compirà la sua leggenda personale, con la concordanza totale con il mondo, grazie alla comprensione di quei “segni”, di quei segreti che solo è possibile captare riscoprendo un linguaggio universale, fatto di coraggio, di fiducia e di saggezza che da tempo gli uomini hanno dimenticato,
auguri di buon natale e felice anno nuovo
