Associazione Settembre 26th, 2007
Per On. Letizia Detorre Sottosegretario Pubblica Istruzione delega handicap DA CONSEGNARE MINISTRO FIORONI NON RECAPITI POSTA ELETTRONICA
Per il Ministero della salute:PER IL MINISTRO LIVIA TURCO E Dott.ssa Paola Pellegrino e Dott. D’Alema
Ai giornali Repubblica, Mattino, e Direttore del Roma e alla RAI e RETE4 per il roma :direttore Rodrigo rodriguez PER gli amici lions e leo pregando di estendere service e organizzare raccolta fondi.
Per gli amici lidu :lega italiana diritti dell’uomo ,per far diventare il rispetto della disabilita’ e dell’autismo temi nazionali ,con leggi a favore.Anche aiutandoci nella raccolta fondi
Per i parlamentari europei.
e per tutti i politici e gli amici che vogliono diffondere la nostra voce e aiutarci AUTISMO IL GIORNO DELL’ORGOGLIO :SIAMO NORMALI. Quello che mi ha colpito ad agosto quando ho letto questo articolo e’ stata la rivendicazione dell’orgoglio di essere “autistici”.
Tranne l’enfasi di questo movimento inglese concordiamo e ci associamo in molte cose.
Ma soprattutto trovo fuori luogo la risposta di una mamma che io stimo come mamma ,ma non condivido per le parole di risposta su un giornale nazionale.
Rivendicando l’appartenenza ad un’associazione nazionale di soggetti autistici di novara, sono rimasto sconvolto di alcune dichiarazioni : vivono in un mondo diverso e dobbiamo “addestrarli “ al nostro .Si isolano .Non giocano con altri bimbi .
Evidentemente non si e’ capito lo spirito dell’AUTISM PRIDE DAY.
Naturalmente bisogna vedere il tipo dei ragazzi che hanno partecipato ,ho visto che hanno partecipato asperger ,non condivido assolutamente nel non volere programmi di prevenzione ,diagnosi prenatali e ricerche genetiche sulle cause.
Non condividiamo le classi speciali per soli autistici ,create da autistici per autistici,ma la rivalutazione della condizione di questi “tesori sommersi”e’necessaria.
Molti anni fa venivano rinchiusi in manicomio creduti pazzi ,ancora oggi sono istituzionalizzati senza nessuna specificita’,con altre patologie ,oppure messi in strutture gestite da privati dove non esiste nessuna terapia individualizzata e molte volte non esiste neanche il rapporto di uno a uno.
Mi e’ piaciuta molto la scritta io sono :”una persona non un enigma”,oppure non riuscire a parlare non e’la stessa cosa di non avere niente da dire ,noi siamo come tutti gli altri ,buoni e cattivi ,con gli stessi codici morali e lo stesso timore delle punizioni.
Altri gruppi hanno ,segnalano il pericolo dell’isolamento ,o dell’ingenuita’ politica, e polemizzano con loro ,un segnale che questo non sembra un mondo a parte.
MA cosa possiamo dire agli amici politici ,a tutte le persone che vogliono portare avanti la nostra linea e diffonderla? Nella scuola ci vuole integrazione non scuole speciali ,non devono essere i ragazzi autistici ad andare e ad “ESSERE ammaestrati verso la
SOCIETA’ COSIDDETTA NORMALE ?
Ma bisogna dare tutte le opportunita’ e i diritti civili a coloro che sono considerati i “differentemente abilitati “,ma sono i nostri” tesori sommersi”,perche’ non devono poter esprimere le loro potenzialita’ che in alcuni campi sono superiori alla media?
Noi non vogliamo i “lazzaretti”dove sono rinchiusi i soltanto i ragazzi autistici,vogliamo che possano studiare e integrarsi con gli altri ,ma poi dove sono i veri normodotati di questa società,una società dell’apparire che dell’essere ,legata ai valori materiali, alla quantità invece che alla QUALITA’.
Ringraziamo il ministro fioroni che ieri davanti agli studenti della scuola e’stato l’unico a parlare degli insegnanti di sostegno siamo sicuri che manterrà la parola data.Ma il ministro non puo’ essere lasciato solo in questa battaglia lo devono seguire ,il presidente del consiglio ,il ministro dell’economia ,il ministro della sanita’ ,delle politiche sociali ,il ministro del lavoro e le regioni.
Ci vogliono gli insegnanti di sostegno ,ma ci vogliono nuovi corsi di formazione.
ma nel caso dell’autismo come comunica con i metodi attuali con il ragazzo autistico o colpito da altra patologia del “SILENZIO”,cerca di comunicare cercando di farlo scrivere con la penna oppure?
Bisogna dire che non per colpa dei politici che si sono avvicendati in questo ministero ed in altri ministeri ci sono linee guida vecchie che possono essere definite per me che sono un farmacista come rimanere alla penicillina anziché andare avanti nella ricerca scientifica?
Non capisco visto che l’universita’napoletana ha fatto laureare un ragazzo con la comunicazione facilitata,noi stessi abbiamo constatato l’evoluzione di un ragazzo adriano borrelli di 20 anni di ponticelli figlio del nostro vicepresidente dell’associazione salvatore borrelli ex dirigente generale della telecom campania che si era messo in pensione ,per applicare la tecnica della comunicazione facilitata che oggi viene eseguita da adriano con il semplice sfiorare la spalla,creduto pazzo dagli insegnanti della scuola elementare perche’si dimenava ,saltava sui banchi ,faceva caos, ma voi cosa fareste se non riusciste a parlare ?
Naturalmente adriano fu costretto ad allontanarsi dalla scuola e a dover diventare autodidatta, oggi esegue problemi di ingegneria che neanche un professore di ingegneria riesce a risolvere, lo stesso mio figlio che prima di applicare la tecnica della comunicazione facilita integrata,era considerato un ragazzo scostumato, indisciplinato e con forme di ritardo,anche il termine ritardato lo trovo offensivo nei confronti di quei ragazzi che hanno la vera intelligenza intuitiva, direi qualitativa che parte dal cuore, invece che dall’egoismo e dall’arrivismo.
Era in cura da una psicologa privatamente a scuola non rendeva ,questa psicologa psicoanalitica pretendeva di eseguire la psicoterapia con mio figlio,le grida nel corso della notte secondo lei erano segnali di guarigione.con la sofferenza nel non poter andare in un ristorante ed altre cose il prendere la mazza nella villa comunale, era il voler raffigurare mia madre che era poliomielitica ecc. ,dopo l’avvento della comunicazione facilitata integrata mio figlio e’ cambiato a scuola, ed ha scritto delle poesie bellissime.
Mi chiedo caro ministro avendo fiducia in lei quando si vuole cambiare rotta non e’ importante la quantita’ nella scuola ma la qualita’ ,bisogna creare nuove figure che gia’sono previste nella 104 ,il mediatore o educatore alla comunicazione che deve essere dato dai comuni ,noi gia’ stiamo preparando ricorsi .Bisogna assumere insegnanti di sostegno con nuovi corsi di formazione che sappiano usare anche la comunicazione facilitata integrata ,con educatori che possano insegnare tale tecnica nella scuola e nella vita ,mi chiedo perche’ molti autistici o tesori sommersi non possano lavorare,con l’ausilio del computer ,come viene concesso ad altre categorie tipo i non vedenti ,invece adriano in primis va a spasso con il papa’ per via manzoni non sapendo dove andare ,non volendo mettere il figlio in un convitto convenzionato dove diventa solo parcheggio con nessuna tecnica valida,perche’ non far accedere queste persone nel lavoro ,per non farle segregare lontano dagli altri ,invece devono vivere a contatto con la vita perche’ la vita puo’ apprendere molto da loro ,come sensibilita’ e altruismo.
Ringrazio gli amici che risponderanno a quest’appello, con le persone che ci seguono che sono circa 10000 al mese,poi volevo chiedere perche’ gli autistici non devono partecipare alla consulta nazionale autismo come viene fatto per altre patologie ,potrebbero comunicare .gli stessi ragazzi i propri bisogni e dare indicazioni per metodiche scientifiche e scolastiche ,grazie ministri della salute e della pubblica istruzione ,continuate nella ricerca scientifica perche’non c’e’ niente di piu’brutto del silenzio nella vita.
NOI come associazione oltre il muro genitori soggetti autistici siamo favorevoli all’integrazione nella vita non vogliamo le classi speciali ma vogliamo l’integrazione nella vita ,sosteniamo che per l’autismo ma anche per altre patologie ci vuole un progetto della vita,insieme ricerca scientifica e terapie educative nuove il meglio di ogni metodo adattato ad ed individualizzato ad singolo ragazzo con la comunicazione facilitata integrata che puo’essere adattata a tutte le persone che hanno difficolta nel parlare ed hanno problemi a scandire le parole ,per questo stiamo avviando un progetto con tutte le istituzioni pubbliche e
i lions nazionali ,la federfarma,i giovani industriali con il gruppo gennaro e l’ordine dei farmacisti e tutti coloro che sono interessati nella battaglia contro l’arroganza e la prepotenza di questa societa’.Noi come associazione ci schieriamo contro i tagli al sostegno ma siamo non soltanto per la lotta ma per stare al fianco di fioroni e letizia detorre rispettivamente ministro e sottosegretario delega handicap perche’abbiamo fiducia nella loro azione per far capire al governo che non bisogna istituzionalizzare i ragazzi in istituti di riabilitazione e in convitti che mettono tutti i ragazzi insieme ma investire nella scuola e nella societa’,con nuove tecniche educative nella scuola e nella vita ,gli stessi insegnanti di sostegno sono molte volte non per colpa loro ad affrontare le realta’che si presentano per questo ci vogliono nuovi corsi di formazione e il mediatore alla comunicazione gia’ previsto dalla 104 che’ e’una delle leggi piu’avanzate ma che deve essere applicata dai comuni che in molti casi non hanno personale preparato ma molte volte non per colpa loro soltanto ma di associazioni nazionali che hanno portato avanti programmi medioevali e il ministero deve conoscere nuove realta’ ecco perche’ ci vogliono progetti in rete e bisogna inserire educatori preparati per l’integrazione e il tempo libero ed esperti nella comunicazione facilitata integrata anche per farli insegnare ,inoltre stiamo preparando una casa famiglia grazie all’idea del preside del policlinico giovanni delrio che avra’ facolta’ universitarie, campus, polisportiva e si cucinera’, ci saranno le famiglie e personale specializzato, campi di calcio, tribunale, guardia di finanza, con patologie differenti ma con progetti individualizzati non segregazione ma integrazione nella vita, queta casa famiglia sara’ a giugliano nell’ambito progetto sole provincia di Napoli: sviluppo, occupazione, legalita’e sviluppo ,nei territori sequestrati alla camorra saluti dott.gaetano marotta presidente associazione oltre il muro autismo via enea fanfagna 126 napoli www.oltreilmuro.com
presidente fondazione salvatore marotta via papini 8
delegato del governatore lions campania -calabria e lucania
componente lidu-lega italiana diritti dell’uomo: per ambiente ,territorio e problematiche socialià
From: lettura.agevolata@comune.venezia.it
To: pla.news@comune.venezia.it
Subject: Dieci ragazzi scelgono la stessa scuola dell’amico disabile per non lasciarlo solo [Redattore Sociale]
Date: Thu, 20 Sep 2007 19:34:38 +0200
PressIntegrazione n. V/612
20-09-2007
Redattore Sociale
La bella storia arriva da Acisant’antonio, in provincia di Catania, dove i ragazzi hanno deciso di continuare gli studi assieme dopo le elementari e iscriversi alla media De Gasperi.
CATANIA - “E’ disabile, vogliamo aiutarlo noi. Temevamo che il nostro compagno si sentisse solo”. Questa è stata la motivazione principale che ha spinto dieci ragazzi di Acisant’antonio, in provincia di Catania, a scegliere la stessa scuola media del loro amico disabile. Il gruppo di alunni, dopo avere frequentato la scuola primaria, si è iscritto infatti alla scuola media De Gasperi.
“Io ed altri miei compagni abbiamo deciso di iscriverci in questa scuola per non lasciare solo un nostro compagno disabile. Lo abbiamo deciso insieme ai nostri genitori: non ci andava di separaci dal nostro amico e, quindi, lo avremmo seguito nella scuola scelta da lui. Siamo cresciuti insieme alle elementari, frequentate qui in paese, e l’idea di separaci da lui ci rattristava. Siamo disposti da aiutarlo, a fare i compiti o, magari, in altre attività organizzate dalla scuola ed a giocare assieme nei pomeriggi liberi”, ha detto una ragazza del gruppo.
Un esempio di grande solidarietà da parte di un gruppo di bambini di appena 11 anni che siamo abituati a pensare quasi sempre presi esclusivamente dai giochi elettronici.
Riccardo Tomarchio, questo il nome del ragazzo, non è il solo disabile a frequentare la scuola media De Gasperi di Acisant’antonio; l’istituto ospita altri 20 ragazzi con varie disabilità seguiti da quattordici docenti. Il dirigente Martino Scierri è pronto a dare la massima disponibilità ed è ben contento di accogliere nel suo istituto quelli che lui chiama “i meno fortunati”.
L’istituto con i suoi 14 insegnanti, è tra i più dotati dell’Isola per avere un numero così elevato di insegnanti di sostegno.
PER AVV.PROF. ERMANNO BOCCHINI GOVERNATORE INTERNAZIONALE
PER IL GOVERNATORE DOTT.ALDO D’ANDREA RICHIESTA DI ESTENDERE SERVICE AUTISMO A LIVELLO NAZIONALEÂ ED INTERNAZIONALE ,VORREI INCONTRARVI
Egregio presidente dei lions di san.giorgio a cremano host ,egregio segretario del club ,UNITAMENTE AI PRESIDENTI DEI CLUB VICINI ALLA NOSTRA BATTAGLIA VOGLIO ringraziare per l’aiuto che mi avete dato e mi darete
per affrontare la difficilissima battaglia nel dare voce a chi non ha voce ,perche’credetemi non e’facile lottare contro l’ignoranza e la prepotenza di questa societa’basata sempre piu’sulla quantita’che sulla qualita’.
Comunque posso dire che in questi 10 anni ci sono stati dei risultati meravigliosi che mi hanno portato unitamente a tutti i genitori a grandi risultati per
i tesori sommersi con dell’aiuto che l’ordine dei farmacisti ha sempre dimostrato nei miei confronti , la federfarma “associazione titolari della provincia di Napoli”,il gruppo gennaro e i giovani imprenditori della provincia , comunque ci saranno delle ricerche scientifiche internazionali che coinvolgeranno la genetica ,oltre e’inutile dirlo con le ricerche sull’intestino che stiamo effettuando come associazione con l’universita’di Napoli ,con la facolta’di medicina nella persona della dottoressa de magistriis gastrenterologa sulle malattie autoimmuni come: autismo,scherosi multipla e diabete ,celiachia ecc.,portate avanti dal professor fasano emigrato in america con l’universita’napoletana alla quale abbiamo dato il nostro contributo sia economico che materiale come ricerca ,prelevando campioni di feci e di sangue e di urina ai genitori e ai ragazzi ,notando un’alterata permeabilita’intestinale in molti casi genitori e figli ,e’inutile dire che la ricerca sara’incentivata grazie alla presenza prestigiosa sia nell’associazione che nella fondazione ,del professor delrio preside della facolta’di medicina come genitore,CONOSCIUTO GRAZIE A SANDRA CAMPA GIACON CHE DALL’ALTO CI AIUTA CON LA SUA LUCE.
Inoltre ci sara’un comitato scientifico composto da illustri luminari napoletani e del nord.
Inoltre ho parlato con il sindac o di ercolano per una fattoria sociale ,e le politiche sociali sono pronte ad appoggiare i progetti dell’associazione .
Inoltre a giugliano partiranno i lavori della casa famiglia insieme a tribunale ,guardia di finanza ,universita’non solo per attivita’occupazionali per ragazzi autistici ma anche per altre disabilita’,voluti dal professor delrio.
Parlando con il ministero della sanita’e della pubblica istruzione ed in regione ma con tutti gli esponenti della stampa e della politica ho sempre sottolineato con orgoglio la mia appartenenza all’ordine dei farmacisti di Napoli e dell’associazione titolari rivendicando con orgoglio l’aiuto che ho avuto dalle mie associazioni e che coinvolgero’nella diffusione di tutte le iniziative per la scuola e per la sanita’nell’aiuto ai piu’deboli.
Gentile presidente salutandovi chiedo un aiuto economico che mi consenta di andare avanti nella mia battaglia ,
distinti saluti
Dott. Gaetano Marotta Presidente Associazione Oltre il Muro - Onlus - Genitori soggetti autistici
cell. 335455035 tel. 0815931620
Fondazione Salvatore Marotta per l’Autismo e sindrome correlate via Papini San Giorgio a Cremano 8
via Enea Zanfagna 126 Napoli
Sito internet : www.oltreilmuro.com
Delegato del governatore distretto 108 YA per l’autismo Campania Calabria Lucania.
Componente LIDU ” Lega Italiana Dei Diritti Dell’uomo, Membro della fèdèration Internazionale del Ligues Des Droits De L’homme Onlus”, per la commissione ambiente e territorio e problematiche sociali.
24-09-2007
Superando.it
È questo il dubbio di Francesco Milanese, tutore pubblico dei minori del Friuli Venezia Giulia e di Vladimir Kosic, presidente della Consulta Regionale delle Associazioni dei Disabili, di fronte ai tagli sostanziali degli insegnanti di sostegno e alle recenti dichiarazioni del ministro della Pubblica Istruzione Giusepe Fioroni
Anche il tutore pubblico dei minori del Friuli Venezia Giulia, Francesco Milanese e il presidente della Consulta Regionale delle Associazioni dei Disabili Vladimir Kosic hanno espresso il proprio sconcerto per le più recenti affermazioni del ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni in merito al taglio sostanziale degli insegnanti di sostegno.
Quest’ultimo - come avevamo riportato su queste colonne - aveva voluto evidenziare l’errore di fondo di «considerare l’insegnante di sostegno, che è un supporto degli insegnanti ordinari, anche come un assistente sociale e un educatore». Tali compiti, aveva precisato il ministro, andrebbero invece «affidati ad altre figure professionali».
«Il ministro - secondo la nota congiunta diramata da Milanese e Kosic - confonde i piani del discorso. La questione, infatti, non riguarda l’assistenza, ma il diritto all’istruzione delle persone disabili. L’attività dell’insegnante di sostegno specializzato è rivolta a tutta la classe nella quale è iscritto il soggetto con disabilità ed egli, insieme agli altri docenti - identifica i bisogni educativi speciali dell’alunno, proponendo e costruendo, attraverso il gruppo operativo, il piano educativo individualizzato».
Ben altri, dunque, che non quello di un semplice «supporto degli insegnanti ordinari», sono i ruoli del docente di sostegno specializzato il quale, continua il comunicato, «ha anche la funzione di facilitatore della comunicazione e della relazione tra docenti, alunno disabile, alunni della classe e altri soggetti che interagiscono nel processo di integrazione: famiglia, personale sanitario, educatori, mediatori, assistenti all’autonomia, tutor della formazione professionale. Ed in in più, oltre ad assumere la contitolarità della sezione e delle classi in cui opera, egli partecipa alla programmazione educativa e didattica e all’elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli interclasse, di quelli di classe e dei collegi dei docenti».
La conclusione, a questo punto, è quasi logica: «I problemi di organizzazione, funzionamento e stabilità del personale incidono in modo determinante sulla qualità dell’offerta formativa e sulla continuità didattica di tutta la scuola e per questo non è tollerabile che gran parte dei docenti di sostegno siano precari».
Niente confusione tra i ruoli, quindi, ma risposte chiare a domande precise. Infatti, sempre secondo Milanese e Kosic, «invece di chiedere agli Enti Locali di farsi carico di un’azione che non compete loro, il ministro dovrebbe dire semplicemente perché ha confermato i tagli che nei bilanci di previsione ha ereditato dal precedente governo. Confondere l’insegnante di sostegno con il sostegno assistenziale che i Comuni possono fornire alle persone con disabilità per migliorare la qualità di vita interna alla scuola è un grave ritorno al passato e siccome si muove in continuità con quanto il ministro Moratti aveva già messo in atto nella precedente legislatura, c’è da chiedersi se non corrisponda ad una svolta cosciente tesa ad interrompere un cammino faticosamente intrapreso dalle persone con disabilità, dalle loro associazioni e dalle famiglie, per superare le logiche assistenziali e operare verso l’inclusione del disabile nella normale vita sociale, vedendo tutelati e promossi i propri diritti».
«Non sono accettabili - annotano in conclusione il tutore pubblico dei minori e il presidente della Consulta friulana - forme organizzative interne agli istituti che ripropongano nei fatti l’insegnamento differenziale. Una cosa infatti è il progetto formativo individualizzato, quale esito di un percorso educativo appropriato, altra è la riduzione dell’inserimento del minore con disabilità nel contesto scolastico ad una sinecura meramente custodiale».
Il ministero dell’Istruzione continua a smentire i tagli, ma dalle regioni piovono allarmi. Scrima (Cisl scuola): ‘’Anche se è ancora presto per avere i dati definitivi, è scandaloso tagliare sui diritti di questi ragazzi con problemi.
ROMA - Per il sostegno agli studenti disabili potrebbero mancare all’appello, quest’anno, 12 mila insegnanti. Almeno questa è la situazione statica che veniva registrata fino al 12 settembre dal ministero della Pubblica istruzione. Il ministro Fioroni ha però smentito in più di una occasione che ci siano davvero i tagli agli insegnanti di sostegno contro cui protestano le associazioni dei familiari e quelle degli stessi insegnanti di sostegno; la scorsa settimana, lo stesso ministro Fioroni è intervenuto in risposta ad alcune lettere e prese di posizione di genitori di ragazzi disabili preoccupati per la situazione che si sta determinando nelle scuole di ogni ordine e grado. Anche dalle regioni continuano nel frattempo a piovere allarmi dalle famiglie e dalle scuole. Come stanno davvero le cose? Partiamo dai dati (non aggiornati a oggi, ma al 12 settembre) che erano a disposizione del ministero della Pubblica Istruzione. Nell’anno scolastico 2006-2007 i docenti di sostegno erano più di 80 mila per 168.887 ragazzi disabili. Questi ultimi, alla riapertura dell’anno scolastico 2007-2008 sono diventati 169.345, ma gli insegnanti di sostegno si sono ridotti a poco più di 68 mila, in cifra assoluta. Che fine hanno fatto gli altri 12 mila?
“Per prima cosa bisogna avere l’accortezza di non prendere per definitivo questo dato - ci spiega il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima - è infatti ancora troppo presto per avere i dati definitivi. E’ ancora in pieno svolgimento l’operazione nomine. E’ anche probabile che in questi giorni siano state fatte altre 6 mila nomine. E poi ci sono anche le nomine che sono state fatte e che non sono state ancora comunicate al ministero. I dati definitivi si avranno a ottobre”. Ma il rischio che vengano negati dei diritti a centinaia di ragazzi e ragazzi con vari problemi è concreto. “Come la si veda - ci spiega infatti ancora Scrima - i tagli ci sono e i dati, anche se incompleti, sono comunque molto preoccupanti, anche perché esiste l’annoso problema della differenziazione tra insegnanti di fatto e insegnanti di diritto. Ci sono scelte che penalizzano la continuità dell’insegnamento, la continuità educativa. Ogni anno si riparte con le supplenze annuali, mentre noi rivendichiamo un organico di diritto”. “Più in generale - afferma Scrima - il problema degli insegnanti di sostegno assume le caratteristiche di una questione di civiltà. Noi dobbiamo avere più cura e attenzione verso le persone più deboli, per questo anche la norma della legge 104 è oggi superata. Serve una nuova norma: ci vogliono tanti insegnanti di sostegno, quanti sono gli alunni disabili. O in ogni caso ci vuole un nuovo rapporto tra numero di insegnanti e ore settimanali messe a disposizione dei ragazzi. Ci sono alunni disabili che possono godere solo di 4 ore di sostegno a settimana e ovviamente il sostegno non è rivolto a loro in esclusiva, ma a tutta la classe”.
Sempre secondo Scrima, il problema non deve ricadere solo sul ministero della Pubblica Istruzione. E’ anche una questione che devono affrontare gli enti locali, anche perché , oltre all’insegnante di sostegno, per garantire il diritto effettivo allo studio è necessario mobilitare anche altre figure come quelle degli assistenti sociali o dei collaboratori agli insegnanti di sostegno.
Dire la propria su integrazione scolastica e opportunità professionali. E’ quello che hanno fatto a Lisbona un’ottantina di ragazzi con disabilitเ provenienti da 30 paesi europei. La prima esigenza: abbattere i pregiudizi che spesso li condannano a uno stato di emarginazione sociale
LISBONA - Dire la propria su scuola e lavoro. E’ quello che hanno fatto a Lisbona un’ottantina di ragazzi disabili provenienti da 30 paesi europei durante la seconda edizione di “Young voices - Meeting diversity in the education”. La manifestazione, che si è svolta a metà settembre, è stata organizzata dalla Presidenza dell’Unione europea, dal Ministero dell’Educazione portoghese e dall’European Agency for development in special needs education. Lo scopo? Dare ai giovani disabili la possibilitเ di esprimere, in prima persona, le proprie opinioni riguardanti l’inclusione scolastica e l’orientamento professionale.
Dalle parole dei ragazzi e delle ragazze disabili ่ emersa chiaramente un’esigenza: quella abbattere i pregiudizi che spesso li condannano a uno stato di emarginazione sociale. Ancora oggi infatti, in molti Paesi europei, esistono scuole speciali. I giovani si sentono spesso “isolati” e chiedono “la possibilità di studiare insieme” ai loro coetanei, “di essere seguiti da insegnanti più preparati, motivati e attenti” alle loro necessitเ fisiche e psicologiche e di poter fare il lavoro che più gli piace. Ma dal “Meeting diversity in the education” sono emerse anche altre necessitเ, come ad esempio quella di ottenere un maggiore orientamento professionale, di accedere più facilmente alle nuove tecnologie e di godere di effettive pari opportunità sul posto di lavoro. “Se lotti forse potrai anche perdere, ma se non lotti hai già perso”, ha detto Susana, una ragazza spagnola ipovedente, durante il suo intervento in Parlamento.
Dopo i vari workshop di discussione, i ragazzi sono stati accolti all’Assembleia da Republica dal presidente del Parlamento portoghese Jaime Gama, dal ministro dell’Educazione Maria Lourdes Rodriguese, dal segretario di Stato per l’educazione Valter Lemos, dal commissario europeo per l’Istruzione, la formazione, la cultura e la giovent๙ Jan Figel e da Jorgen Greve, uno dei delegati dell’Agenzia europea. Durante il suo intervento, anche il ministro Rodrigues ha sottolineato l’importanza “delle nuove tecnologie nelle aule ai fini di una migliore integrazione scolastica”.
La protesta del padre di un bambino autistico che frequenta le elementari
«Mio figlio invalido grave è assistito soltanto per due ore»
CAGLIARI ELMAS. La protesta di un padre per il sostegno insufficiente che è stato assegnato dalla direzione scolastica al suo bimbo portatore di handicap.
Studente delle scuole dell’obbligo disabile con invalidità al cento per cento, ma con insegnante di sostegno assegnato solo per due ore al giorno. È la situazione lamentata dai genitori di un bambino iscritto alle scuole elementari di Elmas. «Nonostante l’anno scorso alla scuola Materna ci fosse stato riconosciuto un insegnante di sostegno a tempo pieno e l’aggiunta di un assistente del Comune - lamentano i genitori, dei quali il giornale non pubblica il nome a tutela del minore - quest’anno ci è stato detto che l’insegnante non poteva restare con lui per più di due ore al giorno».
Sparita del tutto, invece, la figura dell’assistente, indispensabile quando il bambino deve recarsi in bagno: non è autosufficiente. Inoltre, il giovedì è il giorno di riposo dell’insegnante di sostegno e quindi non potrebbe essere seguito da nessuno. «C’è il pericolo che possa scappare dall’aula: se uscisse d’improvviso per strada, che cosa succederebbe?», si chiede il padre. «A scuola mi hanno detto che dovrei provvedere a seguirlo direttamente io o con un assistente privato, ma non capiscono che sono un operaio: lavoro solo io, porto a casa mille euro al mese e ne pago 400 di affitto. Non posso continuare ad assentarmi dal lavoro, come sto facendo in questi giorni». Ogni richiesta d’aiuto presentata alla scuola è stata inutile.
«Rispetto alla situazione nazionale, noi siamo in controtendenza - chiariscono nella sede dell’ex Provveditorato agli studi di via Sulcitana - perché nella nostra provincia - in particolare a Elmas - il rapporto tra insegnanti di sostegno e alunni disabili è decisamente confortante». Se la media in Italia vede infatti nelle aule scolastiche la presenza di un insegnante di sostegno ogni due disabili, «nella provincia di Cagliari la media è di uno a 1,86». Ancora migliore sarebbe la situazione a Elmas, «dove abbiamo cinque insegnanti per sei alunni disabili».
Allora, quali potrebbero essere le ragioni del disagio lamentato dai genitori del bambino, che si ritrovano con un taglio drastico dell’assistenza rispetto a quanto era loro assicurato dalla scuola Materna? «Intanto i genitori potevano venire da noi e spiegarci la situazione», premettono i responsabili scolastici, «poi è da verificare se tutta la documentazione necessaria è completa, perché recentemente ci sono state delle novità e i tempi burocratici per queste pratiche sono sempre molto lunghi».