Associazione Marzo 24th, 2007
“Ultimamente ho letto che si erano tenute le olimpiadi per i disabili cerebrali” o intellettuali, ma chi sono i veri diversi di questa vita, coloro che ragionano, soltanto con la ragione, con azioni che hanno come unico fine il profitto, la quantita’ come fine esclusivo della vita,possono coloro essere considerati le vere menti della vita anche se occupano i posti di potere, con la loro determinazione, nelle azioni ma il vero simbolo dell’intelletto e’ il cervello?
In una societa’cosi’massificata anche l’intelligenza e’ il segno e dei tempi ,dove si colpisce chi si ritiene piu’debole ,solo per il gusto dell’onnipotenza , fondamentalmente si ha paura della “diversita’,il non poter tenere sotto controllo delle persone ,che scrivono pur ritenute “disabili intellettuali “delle poesie che parlano della vera vita ,con accanto delle persone educatori e insegnanti ,scienziati ma tutte le persone che siano politici ecc, che riescono a portare in questa vita i loro valori e ideali possono cambiare il mondo contribuendo a dare qualita’ alla vita.
Oggi si discute anche in maniera quantitativa della scuola ,delle politiche sociali ,della ricerca scientifica ,con il ministro di turno che vuole dare qualita’ in questi settori a chiedere fondi a chi tiene il bilancio nel cuore vorrei far capire che una societa’ massificata non ha valori ,non puo’ arrivare lontano, senza pensare ad aiutare chi combatte educatori, insegnanti, ricercatori, tutti coloro che vogliono lavorare con il cuore per il benessere dell’umanita’,che sono coloro che possono combattere contro la tracotanza ,l’arroganza ,la prepotenza, il deterioramento, le “citta’ nelle citta “,
Non si rendono conto delle barriere architettoniche e non del nostro tempo ,del curare una societa’ malata del consumismo ,non serve la repressione ,ma prevenire la dissoluzione con fenomeni preoccupanti di bullismo e di violenza che indica una mancanza di valori,dovremmo pensare al premio consegnato a quel banchiere indiano che parla del profitto che parte dal cuore aiutando i deboli pur guadagnando, gli antichi sapevano che tutto parte dal cuore: il coraggio degli eroi, il coraggio si identifica con la vita non si tratta di un sentimento puro e semplice ma qualcosa di profondo e reale,il coraggio e’ percezione diretta ,immediata.
Il suo aspetto conoscitivo e’ fondato sull’intuizione immediata ,forma suprema del sapere che e’ insieme emozione e conoscenza luminosa ,comprensione sintetica e totalizzante della vita .L’eroe guerriero ha il culto del coraggio e’ davvero mito e sentimento ad un tempo,il mito vissuto nella concretezza storica, anche l’eroe umile ed oscuro , da’ spesso dimostrazione di grande coraggio :insomma si tratta di un valore universale ,il coraggio deve essere visto come premio a se stesso ,principio e fine dell’azione.
D’altronde anche l’indagine semantica conforta questa interpretazione e lo fa in modo esatto :coraggio attraverso il provenzale ,il latino vengono ricondotti ad unica matrice ,il coraggio e’ la qualita’che parte dal cuore ,una sua determinazione storica nel concreto vissuto del quotidiano ma anche un ideale, il coraggio equivale al cuore. Che cos’e il cuore?il sentimento nella sua espressione sublime?
Non solo il simbolo dell’emozione ,ma la sede stessa dell’intelletto.Il mondo fu creato con il cuore,e il cuore come motore dell’universo.Ma si obiettera’,non e’ il cervello il simbolo dell’intelletto?No gli antichi sapevano distinguere e localizzarono nel cervello il motore della ragione ,la quale e’un’altra cosa dall’intelligenza intuitiva ,che appartiene al cuore con tutte le sue componenti emozionali e sentimentali.
L’eroismo a la disperazione non si conciliano come vorrebbero certe suggestioni neo-romantiche. La disperazione e’ letteralmente un venir meno della speranza non e’, dunque, sentimento da eroe.
L’ingenuita’il rimanere con il candore e la semplicita’, normalmente riferito ad un bambino o ad un adulto che ha conservato la naturalezza e la schiettezza dell’infanzia. Pensiamo a Mozart, nei tempi attuali verrebbe catalogato come disabile cerebrale o intellettuale ,avendo una patologia molto simile all’autismo invece era considerato un genio che attraverso la musica portava valori di liberta’ universali, di uguaglianza, un inno alla vita vera, salvo essere contestato per non piegarsi ai potenti di turno.